Avrei dovuto saperlo, che quel bastardo ci avrebbe fottuto la missione! Già quando stavamo preparando un piano, lui non smetteva di contraddirmi o cercava di proporre una strategia più consona alle sue inclinazioni violente. Fortunatamente, anche se non proprio tutti, eravamo concordi a effettuare un approccio più cauto, specialmente in quei punti dove si aprivano più strade alternative all’interno del cargo della Kloghesian Special Deliveries.
Purtroppo, la razza dei Xontel è famosa per la sua passione per la guerra, e questo li porta ovviamente a cercare di distinguersi in battaglia, con conseguenze spesso dannose. Infatti, dopo esserci dovuti dividere in due gruppi, quel maledetto si è lasciato prendere dalla foga, facendosi chiudere in una trappola e rimanendo presto in tre soli componenti.
Per colpa sua, abbiamo dovuto cercare di conquistare direttamente il bersaglio primario, ovvero la sala comando, il che ha permesso ai ribelli di tagliarci ogni via di fuga. E nonostante tutto, lo Zexlot era anche fiero di quel che aveva fatto, dicendo che aveva resistito fino allo scadere del termine.
Sta di fatto, che la prova indetta dalla Kloghesian Special Deliveries l’abbiamo fallita, e quindi dovremo rifarci con la seconda prova, all’interno di una grotta di Kloghes per recuperare un carico e difenderlo dai predoni.
Speriamo bene…..
Share on FacebookContinua il racconto di Lowee Trust sul pianeta Kloghes, e ora comincerò a raccontare lo svolgimento della prima prova per entrare a far parte della Kloghesian Special Deliveries.
Sono giunto al luogo della prima prova di selezione, in pratica la simulazione di un abbordaggio di ribelli Flegeni, con relativa azione di salvataggio dell’equipaggio e del cargo spaziale. Per l’occasione è stata simulata la mancanza di gravità, grazie ad un apposito impianto dal costo non indifferente, segno che comunque la ditta ha una disponibilità sostanziosa.
Grazie a questo espediente, la prova si è rivelata abbastanza seria e difficoltosa, specie per gli spostamenti attraverso gli spazi interni riprodotti. Io sono capitato con la seconda squadra di salvataggio, e in pratica siamo stati lasciati nel vano di carico, coi nostri avversari ad attenderci; il nostro gruppo era composto da una dozzina di elementi appartenenti a varie specie. A parte il sottoscritto, vi erano altri tre sapiens, tutti reduci della mia stessa guerra, anche se loro erano dislocati altrove. Questo ci avrebbe sicuramente avvatntaggiati, quindi abbiamo stabilito di fare squadra fissa fra di noi.
Ci hanno concessa una mezz’ora standard di tempo, per arrivare al nostro obiettivo principale. in caso di successo dell’operazione, per la squadra ci sarebbe stato un bonus di punteggio da ridistribuire tra i membri, e un altro per i sopravvissuti.
Abbiamo così atteso un minuto, prima che ci fosse dato il via, e in questo breve tempo ci siamo appostati secondo uno schema ben collaudato, soprattutto per noi che avevamo affrontato una guerra dura come quella ai confini del Territorio, contro i Flegeni. Il vano di carico era dotato di due soli ingressi, e questo facilitava la difesa dell’ambiente, ma anche per i ribelli occupanti era lo stesso; in fondo, prima o poi saremmo dovuti uscire, da quel luogo…
la nostra dotazione comprendeva anche una mappa tridimensionale dell’intero cargo, in modo tale da evitare almeno di perderci. Dovevamo quindi decidere da dove cominciare l’attacco, se separarci in squadre più piccole e quale sarebbe stato il nostro obiettivo finale. Avremmo potuto uccidere il capo dei “ribelli”, così da indurli alla resa, o puntare al totale annientamento del nemico. C’erano vari miniobiettivi, quali la messa in sicurezza del carico, il salvataggio di alcuni membri particolari dell’equipaggio, così da ricevere man forte nel combattimento.
Le opinioni in proposito erano discordanti:
c’era il solito spaccone Zhoriano che voleva sterminare tutti: - Signori, io direi di farli fuori tutti, in fondo sono dei ribelli Flegeni, o no? Non bisogna avera alcuna pietà!
Ma l’esperienza in guerra di noi sapiens suggeriva altre strategie: - Calmo, non vorrai rischiare di farti eliminare per pochi punti in più, vero?
Alla fine, dopo sei minuti sprecati a discutere, la squadra si divise in due, e ciò portò al disastro che vi racconterò la prossima volta.
IL racconto prosegue con la squadra di Trust che assale una postazione di Flegeni, e di come il capo della seconda squadra porterà al fallimento della prova.
Share on FacebookOggi si deciderà il mio futuro, su questo pianeta: scrivo queste poche righe prima di uscire di casa, per recarmi al palazzo della Kloghesian Special Deliveries, dove sono atteso per svolgere la prima delle tre prove, quella a tempo.
Spero che la prossima volta che scriverò, saranno buone notizie. A presto…
Share on FacebookFinalmente è arrivata la tanto attesa comunicazione da parte della Kloghesian Special Deliveries…
L’ho ricevuta stamattina, e come previsto sono stato selezionato per partecipare alle prove pratiche. Sono atteso per le 7.45 del 23 di questo mese, esattamente fra quattro giorni, presso il palazzo della KSD.
La prima sarà una prova di combattimento, nella quale i partecipanti saranno divisi in due squadre contrapposte. La seconda prova consisterà in un percorso da completare entro un limite di tempo, mentre la terza vedrà i partecipanti ai comandi dei vari mezzi di scorta, per proteggere il convoglio da eventuali assalti esterni.
L’allenamento nelle sale olografiche sta procedendo bene: ho già stabilito diversi record coi giochi di sparatorie e combattimento, mentre devo ancora migliorare la mia abilità di pilotaggio di mezzi ed esoscheletri. Ciò dipende dal fatto che un simulatore non può riprodurre ogni eventualità , in quanto nelle azioni dal vivo si hanno troppe sensazioni che il programma non può replicare, il corpo subisce stimoli esterni e si stanca, e a volte bisogna cercare di prevedere l’impossibile.
L’esperienza su vari pianeti del fronte mi ha insegnato proprio a non abbassare mai la guardia, soprattutto in situazioni particolari come la guida di esoscheletri in un teatro di guerra urbano. Lì il pericolo si nasconde negli angoli più nascosti e soprattutto inaccessibili dagli esoscheletri, dove truppe appiedate dotate di missili o anche di fasci destrutturanti, trovano comodi ripari da cui effettuare sortite improvise e attacchi fulminei.
Comunque sia, ho ancora qualche giorno per perfezionare le mie abilità , e non farò altro fino alla sera prima della prova; voglio andare a letto presto, così da affrontare la sfida con la mente lucida e il fisico ben riposato. Ho assoluto bisogno di avere questo lavoro, e l’otterrò.
Share on FacebookE così, mi tocca attendere ancora tre giorni, per conoscere i risultati della preselezione per la KSD. Il signor Kevance mi ha avvertito che ci saranno delle prove pratiche, da superare: in pratica, se supererà la prima fase, dovrà sostenere tre prove insieme agli altri e alla fine, i primi tre che avranno accumulato i punteggi migliori, saranno assunti definitivamente.
Non conosco i dettagli, a che tipo di porve sarò sottoposto, però personalmente, mi sento abbastanza tranquillo: grazie alle mie doti e alla mia esperienza, verrò probabilmente assunto. E poi, manca ancora una settimana e in più devo conoscere l’esito del colloquio, quindi è completamente inutile preoccuparsi così presto.
Approfitto di questa breve pausa per allenarmi al tiro; in questa città a caverna ci sono molte sale olografiche, e quasi tutte offrono programmi di combattimento o simulatori di guida, e anche se sono diverse e non certo all’altezza dei programmi d’addestramento dell’Esercito, mi danno la possibilità di tenermi allenato. La cosa che più mi piace però, sono i “safari”, proiezioni olografiche di vari ambienti, anche di Kloghes, che mi hanno permesso di saperne di più su questo strano pianeta. Il tutto, senza bisogno di lasciare la sicurezza della città a caverna, quindi senza rischiare di fare da bersaglio ai Flegeni o ad altri tipi di predoni della superficie del pianeta.
Immagino però, che lavorando per la KSD non potrei evitare i guai, visto che dovrei fare parte della scorta armata dei loro convogli. Ho notato che nell’ultimo anno Kloghesiano, che dura sei settimane in meno di quello terrestre e tre in meno di quello del mio pianeta, la Kloghesian Special Deliveries ha effettuato diciotto selezioni del personale, sia di scorta che di equipaggio.
Non vorrei che fosse di cattivo auspicio per il sottoscritto!
Sono arrivato al luogo del colloquio quasi un’ora prima, per dimostrare che ho seriamente intenzione di prendere questo lavoro. Ho preso altre informazioni sulla K-S-D (Kloghesian Special Deliveries), una delle maggiori aziende del settore trasporti speciali e una delle prime a sorgere su Kloghes.
Hanno magazzini in tutte le città-caverna, e i loro mezzi sono tra i più moderni ed efficienti di tutto il pianeta, sia per quanto riguarda la sicurezza che per le elevate prestazioni; la loro percentuale di assalti sventati è la più alta di tutte le compagnie del settore (93%), e solo i militari riescono a raggiungerla. Con loro, insomma, il mio lavoro sarebbe facilitato ed è per questo che l’ho scelta.
La sede principale è in questa stessa città-caverna, in una delle grotte superiori, vicino alla luce, infatti quando ci sono arrivato ho potuto ammirare gli splendidi effetti che la luce solare crea entrando da un pozzo largo dieci metri nella volta. Dopo aver superato lo stupore, ho raggiunto il palazzo della K-S-D, simile ad una colonna carsica, per via del fatto che esso è collegato contemporaneamente, sia alla volta che al pavimento della caverna. Questa città non smette mai di stupirmi, ed ogni giorno che passa scopro nuove meraviglie, naturali e artificiali. Spero che tutto Kloghes sia affascinante come questa città-caverna!|
Share on FacebookHo deciso di rispondere ad un annuncio per una ditta di trasporti speciali, come rifornimenti per le colonie minerarie, macchinari per la ricerca ambientale nelle paludi di Kloghes, tutti trasporti che ricevono spesso le attenzioni non richieste di banditi e gruppi di ribelli Flegeni. Per me è un’opportunità irripetibile per vedere se sono ancora in grado di compiere il mio lavoro.
Tutto quello che devo fare è presentarmi ad un indirizzo di questa città -caverna che mi è stato inviato via email, dove fra poche ore sosterrò dei test preliminari. Io detesto tutte queste formalità, e so che se ne susseguiranno molte nei prossimi mesi, ma se voglio ottenere un lavoro del genere, devo rassegnarmi e sopportarle.
Se riuscirò a farmi prendere, potrò uscire finalmente da questo quartiere-caverna, ma soprattutto potrò uscire sulla superficie del pianeta; non sono certo venuto su Kloghes per rinchiudermi in un ambiente chiuso come quello delle metropoli-caverna! Questo lavoro invece mi darà modo di frequentare i luoghi più selvaggi del pianeta Kloghes, e soprattutto di diventare uno dei migliori nel mio campo.
Share on FacebookE’ passata appena una settimana dal mio arrivo sul pianeta Kloghes, eppure sembra che siano passati anni. Le strade di questo quartiere non sono molto affollate, in compenso quei pochi che le percorrono non sono molto socievoli, anzi hanno cercato di farmi fuori almeno tre volte in due giorni. L’ addestramento ricevuto e gli anni passati in guerra su due diversi pianeti mi hanno aiutato ad evitare spiacevoli conseguenze, però francamente non vedo l’ora di andarmene da questa fogna, non fosse altro che per guadagnarmi da vivere.
Ho continuato le mie ricerche, ma fino ad ora mi hanno contattato solo due agenzie di sicurezza e una di trasporti. Le banche e i depositi di merci hanno già il personale necessario, per cui eviterò di perdere del tempo con loro. Ho sentito dire però che ci sono delle compagnie minerarie che usano mezzi di superficie per il trasporto, e delle spedizioni scientifiche che si spingono molto lontano dalle zone sicure delle città sotterranee e vanno alla ricerca di antichità o di nuovi habitat sconosciuti sul pianeta.
L’esplorazione di Kloghes non è mai stata completata, sia per la presenza di comunità Flegene, sia per l’asprezza dei territori prossimi all’equatore del pianeta. Sarebbe un’esperienza fantastica, viaggiare come scorta per quelle spedizioni, sono sicuro che ci sarebbe sempre da fare. E poi adoro esplorare nuovi pianeti, mi fa sentire come uno di quei pionieri che secoli fa esploravano il pianeta Terra, alla ricera di nuove civiltà e di tesori nascosti.
Share on FacebookHo appena modificato i miei grimori Magic con nuove carte dall’espansione Aurora.
Il mazzo che ho modificato per primo è stato “Sindacato dei Maghi”, da cui ho tolto:
1 Isola - 1 Baloth di Durkwood - 1 Frecce Dentellate dal grimorio e il Myr Sarcomita dalla Sideboard
sostituiti con le seguenti carte:
1 Flusso di Incoscienza - 1 Mastro Arciere di Lys Alana - 1 Doyen Grand’Arco e 1 Melodia Lontana

Preto testerò il mazzo con gli altri che ho modificato. Le modifiche apportate saranno trattate in seguito.
Share on FacebookHo raggiunto il palazzo in meno di un’ora, grazie all’efficienza dei mezzi pubblici offerti dalle compagnie locali. D’altronde, in una città importante come quella che ospita lo spazioporto, ci si aspetta che tutti i servizi siano al massimo dell’efficienza.
In pratica, lo spazioporto è il biglietto da visita di ogni pianeta, e deve fare buona impressione: la maggior parte della gente ci passa solo poche ore, come scalo verso le varie destinazioni, e non esce neppure dalla città. E ovviamente i governi locali cercano di lasciare un piacevole ricordo del pianeta, in modo che tutti possano parlarne bene: come diceva mio nonno, che aveva una videoteca per adulti”la soddisfazione del cliente è la migliore pubblicità”.
Il palazzo non è esattamente un hotel dei più lussuosi, ma almeno visto da fuori sembra decente. Il guaio è che, trovandosi in una zona quasi popolare, gli inquilini non sono il massimo dell’ospitalità e in genere sono persone un po’ fuori di testa. L’importante è che non mi diano grattacapi, e da parte mia non avranno nulla di cui preoccuparsi….
Il mio appartamento si trova al terzo piano, e le finestre si affacciano su una piazza ben illuminata, tanto che si può distinguere alla perfezione anche un escremento di cane, proprio al centro. Di fronte a me non abita nessuno, ma questo non mi dispiace; avrò almeno la tranquillità necessaria per dormire tranquillo e sbrigare i miei prossimi affari.
Ho disfatto rapidamente i bagagli - una borsa pressurizzata con alcuni generi alimentari, una valigia coi miei vestiti e uno zaino per la mia “attrezzatura”. Mi son subito messo a navigare col mio portatile alla ricerca delle offerte di lavoro, dopo essermi iscritto ad un servizio apposito. Prima di sera ho ricevuto almeno trenta messaggi, ma la maggior parte delle offerte era al di sotto delle mie aspettative; soprattutto non c’erano molte agenzie di sicurezza o di trasporto. Allora ho deciso di spegnere tutto e di andarmene a dormire: l’eccitamento per il mio arrivo si era quasi esaurito, e il mio corpo mi ricordava che anche io avevo bisogno di riprendermi.
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