Rosso di Sera, di Domenico Zizzo
Una mia breve poesia malinconica, intrisa di dolore erassegnazione.
Rosso di sera, la morte è severa.
Nero Profondo, non c’è più il mondo.
Verde Speranza, continua la danza.
Viola di Lutto e finisce tutto.
Una mia breve poesia malinconica, intrisa di dolore erassegnazione.
Rosso di sera, la morte è severa.
Nero Profondo, non c’è più il mondo.
Verde Speranza, continua la danza.
Viola di Lutto e finisce tutto.
Dopo tanta pioggia, finalmente posso scorgere il cielo oltre le nubi. Una timida stella appena visibile appare quale segno di speranza per il futuro.
L’aria acquista profumo di nuovo, di fresco e libera la mente dai foschi pensieri. Inspira quanta più aria pura puoi, riempiti gli occhi del luminoso giorno, e risveglia i tuoi sensi assopiti. Il sole radioso fa male agli occhi, ma è piacevol dolore e ti accorgi che ancora ci sei. Le membra si nutrono di primavera, rinvigoriscono dopo il sonno invernale e riprendono a viver gioiose.
E’ il mondo che si risveglia, un altro dei suoi innumerevoli cicli ha inizio e quale replica in miniatura di questo, tutte le creature cominciano il loro. Le operose api vagano sensa sosta in cerca di nutrimento, gli industriosi uccelletti erigono il loro nido e incominciano la danza senza tempo del corteggiamento, i caprioli nel bosco si rincorrono in cerca di una compagna, al fin di perpetrare il miracolo della vita.
Qual è stato l’impulso che mi ha portato a te? Quale forza mi ha spinto nel tuo abbraccio, per poi strapparmene con violenza? La annienterei ineieme a me stesso, poichè ha illuso il mio povero cuore, ma son stato io stupido e inerme a lasciarmi trasportare da essa.
L’amore è na pena continua…. eppure continuiamo a perseverare nell’errore… perchè? io non lo so
L’amore gioca col nostro cuore fra le mani…. e prima o poi perderà la presa….. e ci farà precipitare nell’abisso senza fondo del dolore… e allora si che ci farà male…
Ieri non ero io, domani chi sarò? la risposta ci spaventa, soprattutto per il non saper accettare di diventare peggiori di quel che siamo, di scendere a compromessi fra noi stessi e la vita
Da questa in poi, le notti saranno ancora più buie… e più lunghe… delle altre
Perkè bisogna esser sempre disponbibili agli altri, quando quelli poi si fanno solo i cazzi propri?
Questa è una poesia che ho composto giusto stamattina, mentre pioveva, ovviamente.
Oggi piove sul mio cuore,
e annega nel dolore.
Di questa vita ancor non so,
che cosa mai ne farà.
Non vi è luogo per ripararmi,
né calore ad asciugarmi.
Solo attendo che la pioggia cessi,
che il sole illumini i miei passi.
Ma le nubi sempre più scure,
alimentano le mie paure,
che un fulmine tosto mi colga,
e la misera vita mi tolga.
Spero che questa poesia non vi abbia depresso troppo, in fondo ho solo preso ispirazione dalla giornata.
Ho creato questi versi stanotte, così di getto, ma non ne ho capito il significato, almeno per i primi.
Impetuose correnti d'aria scavano fenditure sedentarie,
nei vicoli desolati.
Bruttezza errabonda si attacca alla musica,
in tempi di fioca pace marcescente.
Chi vuole, ottiene,
e tutti gli altri stan a guardare,
inebetiti dall'insuccesso nei loro cuori, che tutto attace.
E' silenzioso, tutto intorno,
mentre il cervo saggia la fresca erbetta di primavera,
e il lupo in agguato attende.
Il momento è propizio, mi volta le spalle;
se svelto son, e lesto,
in un momento sarà mio,
e mai più non vedrà.
La morte giunge inattesa,
chi mai può volerla,
eppure taluni la desìano e l'invocano impazienti.
Ma lei sola decide e prende,
nessuno lo può stabilire, senonché tutti le sono prede.
Spero che questi versi non siano troppo angusti e che li prenderete per quelli che sono, ovvero semplici versi oscuri scritti in una notte d'insonnia.