Sono passate diverse settimane dall’ultimo appuntamento con la nostra rubrica sportiva a cura di Angelo Scazzi, e molti di voi avranno sicuramente sentito la mancanza di questo nostro spazio dedicato al calcio e allo sport in generale.

Per la gioia di tutti gli appassionati, dalla settimana prossima ricominceremo a proporvi gli articoli scritti dal nostro insuperabile esperto, che come al solito ci delizierà con i suoi coloriti commenti che accompagnano  i riassunti delle partite più importanti.

in questi mesi Angelo Scazzi è stato preso dai suoi importanti impegni professionali, ma la sua passione per lo sport e il calcio in particolare, lo ha spronato a riprendere in mano la rubrica sportiva su www.DomenicoZizzo.com, e presto tornerà in grande stile, con la cronaca di una partita del Brindisi 1912, che milita nel Girone C della Seconda Divisione, corredata anche da foto.

Non vi resta che attendere Lunedì prossimo per assistere al ritorno della rubrica sportiva a cura di Angelo Scazzi.

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Novembre 22nd, 2009 | Tag: | Category: Articoli Sportivi, Diario | Commenti (1)

Un cordiale ben ritrovati nella rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com, dedicata al week-end calcistico del 21 e 22 marzo 2009.

Nella decima giornata di ritorno della massima serie, continua dal Massimino di Catania, nell’anticipo delle 18.00 di sabato, la caduta libera della Lazio. I bianco-celesti, dopo la debacle interna all’Olimpico di Roma col Chievo, rimediano la seconda sconfitta consecutiva con i rosso-azzurri siciliani per 1-0. Il goal partita veniva realizzato da Paolucci e la Lazio sbagliava un penalty con Pandev.

Alle 20.30 sempre di sabato, la Juve all’Olimpico di Roma, batte i giallo-rossi locali per 4-1, dopo una partita perfetta degli uomini di Ranieri. I piemontesi hanno interpretato ottimamente la gara mentalmente, fisicamente e tatticamente. I bianco-neri non hanno corso nessun rischio in difesa. L’unico break della retroguardia ospite si è avuto col goal del momentaneo pareggio romanista, avvenuto in mischia, di Loria dopo un calcio piazzato. La Juve ha messo in cassaforte il risultato con una doppietta di Iaquinta, un goal di testa di Melberg e con una prodezza balistica di Nedved. La Roma con questo passo falso può dire addio ai sogni di gloria, ossia può dimenticare la qualificazione in champions. Per la squadra capitolina in questa stagione c’è la magra consolazione di un possibile accesso in UEFA. Per la signora invece, continua la rincorsa all’Inter, nel tentativo di scucire il titolo iridato ai nero-azzurri.

A proposito dell‘Inter, nel pomeriggio di domenica al Meazza di Milano, non molla niente all’inseguitrice diretta e batte in goleada la Reggina. Le reti della capolista venivano messe a segno da Cambiasso nel primo tempo, e da una doppietta di Ibra. Lo svedese realizzava un goal per tempo con la prima realizzazione dal dischetto. Il goal di Cambiasso però, andava annullato per un netto off-side dello stesso calciatore nero azzurro.

Il Milan non va oltre il pari col Napoli; al San Paolo i partenopei recriminano per un goal regolare annullato.

Con questi verdetti dei campi, in testa alla classifica non cambia nulla. L’Inter è sempre in fuga a +7 dalla Juve e a +14 dai cugini del Milan.

Continuiamo la nostra rubrica sportiva su www.DomenicoZizzo.com trattando la coda alla classifica, dove per il Lecce è ancora bufera, con l’ennesima direzione di gara a danno dei salentini. In questa puntata della fiction “Sviste arbitrali ai danni dei salentini” il club salentino recrimina su due penalty netti, non fischiati dal signor Celi. Nella battaglia della decima di ritorno i giallo-rossi non vanno oltre il pari, per 2-2, nella sfida casalinga contro gli orobici dell’Atalanta. Questo match era annoverato alla vigilia come una delle battaglie da vincere, per poi vincere la guerra dei locali, ossia il taglio del traguardo della salvezza. Nel calcio però, si sa, le partite da vincere a tutti i costi, è meglio non perderle e alla fine ai pugliesi è andata bene così. Il pareggio, che sino a ieri poteva avere il sapore della sconfitta, per i salentini alla fine della gara ha significato aggancio al Toro e distanza accorciata dal Bologna. In sintesi, per i locali la salvezza è ora a -2. Infatti, tutte le dirette concorrenti, tranne il Chievo, vittorioso col Palermo, hanno perso. Il paziente Lecce non è ancora guarito. Le cure del nuovo medico De Canio non hanno ancora prodotto gli effetti desiderati. Il Lecce soffre ancora, a causa degli errori difensivi della propria retroguardia. I salentini non riescono proprio a scrollarsi di dosso l’assillo psicologico di dovere vincere a tutti i costi le sfide casalinghe e non giocano in tranquillità, sbagliando le cose basilari del calcio. Forse comunque è ancora troppo presto per potere vedere le migliorie apportate da mister De Canio, anche se il materano sembra avere dato una nuova impronta ai giallo-rossi. Sulla carta, sembra che il neo mister voglia far giocare ogni calciatore nel suo ruolo naturale; questa cosa purtroppo difficilmente succedeva con Beretta; con l’ex allenatore, infatti, spesso è volentieri i giocatori venivano impiegati fuori ruolo. Col mister milanese eravamo abituati a vedere la punta Papadopulos fare il terzino, il centrocampista Zanchetta fare il fantasista ecc. Se per Beretta, il cambio innaturale di ruolo dei suoi uomini, era stato nella sua avventura sulla panca del Siena, dove ad esempio il centrocampista Carcia faceva sempre il trequartista, il suo punto di forza, a Lecce, il suo non dare punti di riferimento agli avversari, è stato una debolezza e la causa del suo esonero. Il Lecce è ancora vittima di una sorta di voglia di strafare, di vincere a tutti i costi. Questo pensiero asfissiante è la causa di tutti i goal subiti. Tutte le segnature subite dai salentini, sono delle fotocopie. La difesa giallo-rossa, catapultata in avanti per passare in vantaggio, viene sempre infilata in contropiede. Lo stesso è accaduto con l’Atalanta.

Il match dei locali cominciava nel migliore dei modi, con il Lecce che sembrava poter gestire la situazione. Al primo affondo, i ragazzi di De Canio passavano. Al 10′ minuto, un ottimo fraseggio sull’asse Caserta – Castillo dava il vantaggio al Lecce, con Caserta che insaccava alle spalle di Consigli. L’Atalanta si faceva viva con un’azione personale di Valdes. Il cileno si beveva la difesa salentina e col sinistro, a Benussi battuto, colpiva la traversa. Sulla respinta, il portiere del Lecce salvava il risultato su Guarente. Il centrocampista bergamasco, dopo la deviazione dell’estremo locale, buttava alle ortiche una facile occasione, con la difesa salentina che liberava. Questo era il preludio al goal ospite. Al 29’ Padoin, servito da Floccari, ristabiliva la situazione di parità. Nella circostanza, la solita dormita della retroguardia giallo-rossa lasciava l’orobico solo dinanzi a Benussi, che nulla poteva sul bolide del centrocampista. L’Atalanta dopo il pari addormentava la prestazione dei locali e andava vicino al vantaggio con una girata di Floccari al 42’. La ripresa ricominciava con una conclusione di Caserta, da fuori area, che per poco non sorprendeva Consigli. Nella circostanza il portiere ospite si salvava in estremis. Al  50′ minuto l’Atalanta passava ancora con Padoin, ancora dopo una dormita della difesa locale. Al Lecce lo svantaggio subìto aveva l’effetto di una doccia fredda e per venti minuti i salentini non riuscivano a impenzierire gli ospiti. Al 70’, si riaccendeva il match, Ardito serviva in area Castillo smarcato. La punta locale veniva atterrato da Pellegrino, ma Celi non concedeva ai salentini un penalty netto. Il direttore di gara, non solo non dava il rigore ai giallo-rossi , ma allontenava anche il medico legale del Lecce, Palaia, senza alcuna evidente ragione. All’80′ minuto il Lecce andava vicino al pari con Papadopulos di testa, dopo un calcio piazzato di Caserta. Nella circostanza, il portiere ospite realizzava un miracolo sul greco. All’83′ minuto Papadopulos, in area orobica, veniva steso ancora da Pellegrini, dopo un lancio di Giacomazzi. Anche in tale circostanza il rigore era netto per tutti, ma non per Celi, che peccava di protagonismo allontanando dalla panchina pure De Canio. Senza il mister, il Lecce buttava il cuore oltre l’ostacolo, alla ricerca del meritato pareggio. All’85′ minuto Castillo, servito da Papavaigo, sparava alto sopra la traversa a porta vuota. Due minuti più tardi, Zanchetta, appena entrato, su punizione esaltava le doti di Consigli, che deviava la minaccia in corner. Al 90′ Caserta si procurava un penalty, per fallo di mano in area di Manfredini. Questa volta Celi, dopo una disastrosa direzione di gara, salvava il salvabile e concedeva il rigore ai locali. Dagli undici metri Caserta trasformava, spiazzando Consigli.

Il pari dei salentini vale un punto, ma ha il sapore di una vittoria. Infatti, grazie ai passi falsi casalinghi di Torino e Bologna, rispettivamente con Cagliari e Sampdoria, ora è a -2 dalla posizione salvezza, occupata dai felsinei, ed è al pari del Toro. Ora, il neo mister del Lecce ha 15 giorni per inculcare meglio ai suoi ragazzi i nuovi schemi. La sosta è dovuta per gli impegni della nazionale. Ai salentini serve un’iniezione di fiducia e di ottimismo e nella prossima sfida del 5 aprile, vi è una ghiotta occasione. Al Meazza ci sarà Milan-Lecce. In quella circostanza il Lecce dovrà tentare limpresa. La situazione precaria di classifica dei pugliesi, non permette ai salentini di guardare in faccia a nessuno; i giallo-rossi contro qualsiasi avversario devono tentare, sempre e comunque, la via del successo.

In B continua la fuga del Bari, con ormai un piede in A. Il Bari è a +6 dal Livorno. Se il Bari arriva a fine torneo primo, o nella peggiore delle ipotesi secondo, è promosso in A senza spareggi. Nel recente match il Bari ha battuto il Cittadella.

Il Gallipoli, battendo il Pescara per 4-1, in C1 è sempre in testa a +2 dal Crotone secondo. Gli ionici sono vicini all’impresa. La serie B è alle porte.

Anche per questa puntata della rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com è quanto, arrivederci al prossimo appuntamento.

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Marzo 23rd, 2009 | Tag: | Category: Articoli Sportivi | Commenti (1)

Un cordiale ben trovati nella rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com, dedicata al week-end calcistico del 14 e 15 marzo 2009.

Nella giornata numero nove di ritorno della massima serie riprende, dal Sant’Elia di Cagliari nell’anticipo delle 18.00 di sabato, la rincorsa del Genoa dei miracoli verso la qualificazione in Champions league, dopo la battuta d’arresto del Marassi con l’Inter. A segnare il goal partita, al minuto 40′ della ripresa, ci ha pensato Olivera di testa. Con l’esito di questo match, salgono le quotazioni del Genoa in graduatoria e si ridimensionano gli obiettivi UEFA del Cagliari.

Alle 20.30, sempre di sabato, la Juve all’Olimpico batte il Bologna per 4-1. dopo essere stata in svantaggio per tutta la prima frazione. Dopo i primi 15 minuti della sfida di marca bianco-nera, intorno al 20′ il Bologna con Mutarelli passava. Per tutta la prima frazione, la Juve non riusciva a controbattare psicologicamente lo svantaggio subìto. Nella ripresa però, la musica cambiava totalmente. In campo si concretizzava, per la signora del calcio italiano, la consacrazione di Giovinco al calcio che conta. Il folletto ex Empoli prendeva per mano i compagni e con vari assist e un goal, spingeva la Juve verso il successo. Le reti venivano realizzate in successione da Salihamidzic di testa, da Giovinco con l’esterno e da Del Piero, autore di una doppietta. In campo in sintesi, si contrapponeva il futuro della Juve, ossia Giovinco e il passato, Del Piero ancora e più che mai sempre presente, nonostante le 35 candeline.

Nel posticipo delle 20.30 di domenica al Meazza di Milano, l’Inter si aggiudica il match contro la Fiorentina, battendo per 2-0 i viola, con il proverbiale cinismo dei suoi fuoriclasse. L’Inter si porta a casa l’intera posta in palio, col minimo sforzo. Match winner della sfida è stato Ibraimovic, con una doppietta. Il primo goal è arrivato al 10’ del primo tempo; in questo caso il goal era irregolare, perché causato da una carica al portiere da parte di Ibra. Il raddoppio avveniva al minuto 48′ della ripresa, su punizione. Per come è andato il match, i viola meritavano il pari con Mutu e Gilardino, spreconi in varie circostanze.

Il Milan ritorna dalla trasferta di Siena, corsaro. I rosso-neri espugnano la città del palio per 5-1. Il Milan andava in vantaggio con Pirlo su rigore al 20′ della prima frazione. Il raddoppio del diavolo lo realizzava Inzaghi allo scadere del primo tempo, in mischia. La ripresa si riapriva con una timida reazione del Siena, che lasciava poi il campo alla goleada rosso-nera, con la doppietta di Pato e il secondo goal, di Inzaghi. Il Siena riusciva a consolarsi solo con il goal della bandiera, ad opera di Maccarone che illudeva i suoi portando i toscani sul momentaneo 3-1.

Alla luce dei risultati, in testa alla classifica non cambia nulla. L’Inter è sempre in fuga a +7 dalla Juve e a +12 dai cugini del Milan.

Passiamo ora con la rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com a trattare la coda della classifica, e diciamo con rammarico che per il Lecce è notte fonda. In settimana il club salentino aveva esonerato Mario Beretta. La società di via Templari, per la guida tecnica di una ormai miracolosa e improbabile salvezza, ha scelto il materano Gigi De Canio. Ma come succede in una nota proprietà dell’addizione “cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia”, anche calcisticamente, e più particolarmente al Lecce, cambiando il mister in panca, il momentaccio dei salentini permane. (A questo punto siamo autorizzati a parlare di un vero e proprio complotto…. del destino…(?) - NdDomenico) Infatti, dal Barbera di Palermo i salentini tornano, in quanto a punti, a tasche vuote, con un risultato quasi tennistico, 5-2 a favore dei rosa-nero palermitani. La prospettiva dei salentini in graduatoria non è delle più rosee. Il cammino dei giallo-rossi da ora sino alla condanna della matematica è tutto in salita. A complicare più che mai, la già irta e tortuosa strada dei pugliesi, ci si è messo anche il Chievo abile a conquistare la capitale, sponda Lazio, per 3-0. Ora i salentini sono a –3 dal Bologna e a -4 dallo stesso Chievo. Insomma, non ha prodotto i risultati sperati, l’insediamento del mister De Canio. Vedere però delle migliorie col neo mister alla prima apparizione, era improbabile se non impossibile. Nella partita di Palermo, il neo mister salentino, più di ogni altra cosa doveva avere delle risposte psicologiche dai suoi nuovi calciatori. In parte i giallo-rossi in campo, specie nella prima frazione, hanno risposto positivamente al fattore psicologico. A nostro avviso il neo allenatore deve cercare di dotare i suoi di una dose di autostima e di una sorta di tranquillità mentale oltre che tecnica. Raggiungendo questi tre obbiettivi, non tarderanno ad arrivare anche i risultati sul campo. A contribuire al momentaccio salentino, però, ci sono sempre più le continue sviste degli arbitri (più o meno volontarie - NdDomenico). Anche nella sfida di Palermo, il signor Dondarini ha condizionato con le sue scelte l’esito della partita. Il direttore di gara del match ha concesso un penalty inesistente ai siciliani, negato ai salentini due rigori netti e non ha dato il secondo giallo, e la conseguente espulsione, a Liverani e a Kjaer. Per puro caso, queste disattenzioni del fischietto, designato da Collina, sono arrivate quando il match era ancora in bilico. Il match iniziava con 10 minuti di studio da parte delle due squadre. Il primo sussulto della sfida arrivava proprio dal fischetto del signor Dondarini, che si inventava un rigore a favore del Palermo, durante un regolare contrasto fra Vives e Cavani. Lo stesso Cavani trasformava il tiro dagli undici metri. Il Lecce, nonostante l’ingiusto svantaggio subito, non si scomponeva. La squadra salentina si catapultava in avanti con la forza della disperazione, e al minuto 17′ trovava il pareggio con Tiribocchi, che insaccava un pallone spizzicato di testa da Munari, dopo un errato disimpegno difensivo di Kjaer. Fondamentale nella marcatura dei salentini l’azione personale di Basta, corso in sussidio alle punte. Ma neanche il tempo di esultare, che il solito svarione difensivo giallo-rosso regalava a Simplicio il 2-1 al 19’ del primo tempo. La rete era dovuta a una dormita generale della difesa salentina, conpletata con l’ uscita a farfalle di Rosati, comunque vittima di una carica irregolare, dopo un traversone per niente irresistibile di Liverani. Ancora una volta, il Lecce non subiva la doccia fredda dello svantaggio subìto e con un’azione personale e caparbia del Tir andava sul 2-2 al minuto 34′, sempre della prima frazione. Al 41’, sempre del primo tempo, dopo un’azione corale dei salentini, Castillo solo in area di rigore siciliana veniva steso da Kjaer. Il rigore era netto, Kjaer andava ammonito per la seconda volta e quindi espulso; invece, Dondarini faceva proseguire e in contropiede, sulla medesima azione, il Palermo faceva 3-2 con Miccoli lasciato solo, dinanzi a Rosati.

La ripresa si riapriva con l’assalto del Lecce all’arma bianca. Al 3′ del secondo tempo, il Tir in rovesciata sfiorava il palo. Al minuto 7′, sempre della ripresa, Fabiano in una sortita offensiva veniva steso in area rosa-nera da Liverani. Anche in questo caso, il rigore era netto, e il capitano del Palermo andava ammonito per la seconda volta ed espulso per tutti, ma non per l’arbitro. Così, ancora una volta, a rigore non fischiato ha corrisposto immancabilmente il goal subito. Il Palermo segnava il 4-2 con un cross errato di Kjaer, che al posto di spegnersi sul fondo, si insaccava sotto il sette. Un minuto dopo, col Lecce ormai in bambola, i siciliani chiudevano il match sul 5-2 con Cavani in contropiede e soprattutto, in off-side. Il goal dei rosa-neri era da annullare, ma ancora una volta la terna convalidava. La sfida si chiudeva di fatto così, con il Lecce che non riusciva a trovare il terzo goal, andandoci vicino con Edinho e con Castillo. La barca salentina è in altomare, in piena tempesta, ma i suoi uomini non devono tirare i remi in barca. De Canio non deve essere come Karonte e quindi, non deve essere un semplice traghettatore verso l’inferno della serie B. Viceversa, il neo allenatore deve trasformarsi in un condottiero e deve spingere il natante giallo-rosso verso la conquista del porto della serie A. Alla fine della stagione mancano 10 partite. Le prossime 10 sfide, devono essere per il Lecce 10 battaglie. I giallo-rossi, in buona sostanza, devono vincere queste 10 battaglie, per vincere poi la guerra, ossia per festeggiare la salvezza. A nostro avviso, un importante trampolino di rilancio dei pugliesi è rappresentato dal match in casa di domenica prossima con gli orobici dell’Atalanta. In quella circostanza, il Lecce deve fare suoi i 3 punti, anche a costo che i suoi beniamini debbano lasciare la pelle in campo.

Dopo questa cronaca , la rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com passa a trattare la serie B, dove il Bari vince al San Nicola con l’Avellino per 3-0 e resta il primo in graduatoria, a +4 dal Livorno.

Anche per questo appuntamento è davvero tutto, e vi diamo appuntamento a lunedì prossimo. Un particolare saluto all’ormai abituale visitatore dell’angolo sportivo del sito, Ezio.

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Marzo 16th, 2009 | Tag: | Category: Articoli Sportivi | Commenti (0)

Un cordiale ben ritrovati nella rubrica sportiva di angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com, dedicata al week-end calcistico del 7 e 8 marzo 2009. Questo fine settimana sportivo è molto importante, perché arriva alla vigilia dell’impegno in Champion League di Inter, Juve e Roma rispettivamente contro Manchester, Chelsea e Arsenal. Per questo motivo Roma, Inter e Juve hanno anticipato a sabato i propri impegni di campionato.

Nella giornata numero otto di ritorno della massima serie, riprende dal Marassi di Genova, nell’anticipo delle 18 di sabato, la fuga solitaria dell’Inter verso la leadersheap definitiva. Sullo stesso palcoscenico della debacle nero-azzurra infrasettimanale di mercoled in coppa Italia, dove l’Inter aveva preso 3 schiaffi dai doriani di Cassano & company, i ragazzi di Mourinho con 2 goal, uno per tempo, archiviano la pratica Genoa. Con questa vittoria i nero-azzurri azzittiscono le critiche sollevate in settimana. Le reti sono state realizzate da Ibra al 5′ del primo tempo, con un pallonetto e da Balotelli, nella ripresa, in mischia.

Alle 16, sempre di sabato, la Roma all’Olimpico impatta con l’Udinese per 1-1 dopo essere stata in svantaggio per quasi tutto il match. Al goal di testa di Felipe rispondeva con una caparbia azione solitaria Vucinic.

Nell’anticipo delle 20,30 all’olimpico di Torino, la Juve si aggiudica il derby della mole, battendo per 1-0 i cugini del Toro. Match winner della sfida è stato Chiellini di testa, dopo un calcio piazzato.

Il Milan ritorna, dopo le ultime batoste, il diavolo che vuole il suo patron Berlusconi. Dopo la clamorosa eliminazione in UEFA col Werder Brema e dopo la sconfitta di Genova ad opera della Samp in campionato, domenica scorsa i rosso-neri vincono, e finalmente convincono, a San Siro con l’Atalanta, con un pesante 3-0. La vittoria dei milanisti ha la sola firma di super Pippo Inzaghi, autore di una tripletta.

Alla luce dei risultati, in testa alla classifica non cambia nulla. L’Inter è sempre in fuga a +7 dalla Juve e a +12 dai cugini del Milan.

Passiamo con la nostra rubrica sportiva in coda alla classifica, dove continua il momentaccio del Lecce, che nello spareggio salvezza con la Reggina, non va oltre il pari. La squadra salentina, per quel che concerne le gare dentro le proprie mura, sembra essere vittima di un incantesimo. Infatti i salentini non vincono in casa, ormai da troppo tempo (4 mesi), dalla storica vittoria col Cagliari. Se in trasferta il Lecce è almeno vivo, anche se poi alla fine dei match esce sconfitto, nelle gare casalinghe siamo alle solite. I giallo-rossi al Via del Mare scendono in campo senza stimoli, tesi oltre misura e impacciati. Dal punto di vista del gioco poi, i salentini sono in balia delle onde, con una sorta di continua vulnerabilità in difesa. Il Lecce in casa non è in grado di imporre le proprie trame. La senzazione che ha chi osserva il Lecce al Via del Mare, è uno scoramento oltre misura della squadra, come se i salentini siano già retrocessi da tempo. Eppure se si osserva la graduatoria il Lecce è distante dalla zona salvezza soltanto 1 punto e quando mancano ancora 11 partite è un margine recuperabilissimo. Il Lecce deve rialzarsi e deve tornare a combattere. La squadra salentina nelle ultime 5 partite ha subito 4 sconfitte oltre il pari odierno intascando 9 goal subiti e non realizzandone neanche uno. Quello che manca ai salentini sembra essere un po’ di serenità. La squadra pugliese dovrebbe andarsene, a nostro avviso, in ritiro, lontano dal clima ostile che si respira in città, dove i tifosi sono ormai in piena contestazione, e chiedono a gran voce le dimissioni o l’esonero dell’allenatore. Gli addetti ai lavori, oltre ai tifosi stessi, dicono che serve uno scossone. Per scossone in gerco calcistico si intende il cambio della guida tecnica e quindi il cambio di Beretta. A un possibile cambio di Beretta però non deve fare fede il match casalingo con la Reggina; per i calabresi, ultimi in classifica, la trasferta di Lecce era una sorta di ultima spiaggia e i granata hanno dato il massimo per non perdere la speranza della salvezza. Che al Via del Mare non fosse una partita semplice per i locali, lo si capiva dall’inizio arrembante dei reggini che sfioravano il goal, al 2′ della prima frazione di gara, con Sestu che esaltava le doti del numero uno locale Rosati, in campo al posto di Benussi, seduto in panca dopo le ultime papere. La Reggina sembrava padrona del campo e dieci minuti più tardi, un salvataggio sulla linea di Schiavi su tiro di Corradi negava la gioia del goal ai calabresi. Sino al 15′ del primo tempo, la Reggina continuava il suo sterile assedio con le conclusioni di Cozza e Brienza che finivano o fuori bersaglio, o miracolosamente neutralizzate da Rosati. Ma il Lecce non stava solo a guardare e in qualche occasione, specie sul finire di frazione, si presentava dalle parti del portiere ospite Puggioni, con Castillo che non riusciva a mettere il pallone nel sacco.

La ripresa riprendeva con la Reggina che buttava il cuore oltre l’ostacolo. I calabresi sbagliavano facili occasioni con Brienza, al 10′, e Cozza, al 15′, sempre della ripresa. In entrambe le occasioni il pallone finiva sopra la traversa, a Rosati battuto. Dal 20′ in poi, grazie anche alla spinta del neo entrato Basta, in campo c’era solo il Lecce. I salentini per 15 minuti sfioravano il goal in diverse circostanze. Al 21′, sempre del secondo tempo, Zanchetta su punizione chiamava Puggioni al miracolo e sulla respinta il Tir sparava a lato. Anche Basta, alcuni minuti dopo, ci provava da fuori area, ma il portierone granata deviava in corner. Al festival dei goal mancati dal Lecce partecipava anche Munari, con Puggioni sempre pronto a sventare l’insidia. Intorno al 40′ la Reggina rientrava di nuovo in partita, con un errore di Corradi a porta vuota. In questa occasione Corradi peccava di egoismo e preferiva il tiro al passaggio a Cozza super-smarcato, con Rosati ormai fuori causa. Il match si chiudeva con un goal regolare annullato a Caserta, per off-side, dopo un azione personale di Papadopulos. Al triplice fischio di Gava i tifosi salentini contestavano Beretta e chiedevano le dimissioni o l’esonero. Alla salvezza bisogna crederci, è ancora possibile, il Lecce è solo a –1; ora il Lecce deve provare a conquistare i 3 punti, domenica prossima in trasferta, all’ex Favorita di Palermo. Prima di quella sfida, la dirigenza deve però sciogliere il nodo della guida tecnica. Il presidente Semeraro deve decidere se continuare a fidarsi di Beretta o esonerarlo. I possibili sostituti di Beretta potrebbero essere: Papadopulo, De Canio, Cavasin.

Passiamo infine con la rubrica sportiva a trattare la serie B, nella quale il cinico Bari vince sul neutro di Modena per 3-1 col Sassuolo e ritrova la vetta della classifica, in solitudine col Livorno, a 2 lunghezze di distanza.

In prima divisione vi è stato un turno di riposo.

Per questo lunedì è tutto, vi diamo appuntamento alla settimana prossima con la rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com.

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Marzo 09th, 2009 | Tag: | Category: Articoli Sportivi | Commenti (0)

Un cordiale ben trovati nella rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com, dedicata al week-end calcistico del 28 febbraio e 1 marzo 2009.

Nella settima di ritorno della massima serie, rallenta la fuga solitaria dell’Inter verso il titolo iridato. A San Siro, rocambolesco 3-3 fra Inter e Roma, nel posticipo di domenica. La Roma di Spalletti ha inflitto una lezione di calcio alla squadra lombarda, recriminando per un rigore inesistente concesso ai nero-azzurri. Alla squadra giallo-rossa sta stretto il pari, in quanto per tutta la gara è stata sempre in vantaggio, prima 2-0, poi 3-1. Alla fine, l’Inter tira un sospiro di sollievo, guadagnando1 punto, grazie a quel penalty inesistente e grazie al pari, poi, di Crespo.

Alle 18 di sabato, la Lazio all’ Olimpico, con due prodezze di Zarate da fuori area, agguanta 3 punti, battendo il Bologna.
Nell’anticipo delle 20,30 di sabato, all’olimpico di Torino la Juve assolve il suo compito facile facile, battendo per 1-0 il Napoli. Il risultato del campo è però bugiardo e il Napoli meritava almeno il pari. Il goal partita è arrivato ad opera di Marchisio, ma per questa segnatura è stata determinante la deviazione di un difensore partenopeo.
Il Milan è ormai in caduta libera. I rosso-neri, dopo la clamorosa eliminazione in UEFA col Werder Brema nel giovedì di coppa, grazie a una doppietta di Pizzarro, perdono al Marassi di Genova con la Sampdoria, per 2-1. Nella vittoria dei blu-cerchiati sono state determinanti le giocate di Cassano. Il prodigio di Bari vecchia, oltre ai tanti assist, ha segnato di testa nel primo tempo, e vista la sua bassa statura, la marcatura di testa, non è proprio la sua specialità. A porre la parola fine alla gara è stato il goal di Pazzini, nel secondo tempo. Il goal della bandiera e della speranza del pari rosso-nero è stato concretizzato dal solito Pato, con un colpo di testa.
Alla luce dei risultati in testas, la classifica cambia poco. L’Inter è sempre in fuga a +7 dalla Juve e a +12 dai cugini del Milan.

In coda alla classifica, il Lecce ritorna dallo stadio friuli di Udine con un pugno di mosche; ma i salentini di mister Beretta, per la mole di gioco creata, meritavano almeno il pari. Per quanto concerne il Lecce, siamo alle solite. Gli episodi sono sempre contrari ai pugliesi; ogni piccolo errore della retroguardia salentina ha un peso devastante, e infine le sviste degli arbitri, per puro caso, sono sempre favorevoli alle squadre che domenicalmente sono le avversarie del Lecce. Una parentesi circa le sviste arbitrali va aperta. La speranza è che i vari rigori netti e non concessi al Lecce siano solo frutto del caso, in buona fede; sulla carta non vi è ragione di pensare che esiste una congiura contro i pugliesi. Il match Udinese-Lecce cominciava nel migliore dei modi per i salentini. Dopo i primi 10 minuti di supremazia sterile dei Friulani, il Lecce sfiorava il goal in tre occasioni; all’11′ del primo tempo con un colpo di testa di Tiribocchi miracolosamente parato dall’ estremo friulano; al 13′, sempre della prima frazione, con Papadopulos, ancora di testa, con la sfera che finiva sopra la traversa; infine circa 5 minuti dopo, con un destro di Tiribocchi senza esito positivo. Il primo tempo scivolava senza sussulti, con la solita supremazia sterile, nel possesso di palla, dei friulani che nei primi 45 minuti tiravano solo una volta sul finire di frazione con Coda di testa, senza nessun impensierimento del portiere dei salentini Benussi. Il canovaccio della sfida, nel secondo tempo, si protraeva fino al 30′ sempre nello stesso modo. L’ Udinese faceva la partita, senza però impegnare più di tanto il portiere pugliese. Anzi al 29′ della ripresa, era proprio il Lecce a sfiorare il vantaggio con Papadopulos, dopo un corner battuto da Zanchetta, ma il greco era sfortunato e il suo colpo di testa veniva salvato sulla linea da Felipe, a portiere friulano battuto. A goal sbagliato corrisponde goal subito. Il Lecce, dopo l’occasione creata e dopo un miracolo di Benussi su Floro Flores a tu per tu, andava in svantaggio al 32′ (sempre della ripresa). Il goal dei bianco-neri era siglato da Dagostino direttamente su calcio di punizione. Il vantaggio dei locali era causato da 2 errori difensivi dei salentini nella stessa azione. Il primo errore della retroguardia leccese era dovuto a Esposito, che regalava letteralmente il pallone agli avanti udinesi, invece di scalciare lontano dall’area di rigore la patata bollente. Da qui nasceva il calcio di punizione a favore dei friulani. Il difensore salentino Esposito, ormai superato colpiva fallosamente Sanches che guadagnava così la punizione. Il secondo errore era di Benussi, che prendeva il goal sul proprio palo sbagliando i tempi del suo intervento a seguito del calcio piazzato di Dagostino. Dopo la rete dei locali, il carattere, la determinazione, la grinta del Lecce si sgretolavano e ai salentini saltavano i nervi. Ariatti veniva così espulso per un pestone ai danni di Sanchez, a 5 minuti dalla fine. Dopo alcuni di minuti di follia il Lecce, in 10, trovava la forza di provare a pareggiare. Al 90′ il Lecce, con la forza della disperazione, si incuneava in area di rigore udinese, con Papawaigo che, scavalcato Felipe, era solo a tu per tu col portiere friulano, ma nel momento che il senegalese prendeva la mira, Felipe lo stendeva fallosamente. Il rigore era netto ma il direttore di gara lasciava proseguire e nel ribaltamento di fronte l’Udinese ingiustamente raddoppiava con Pasquale.

Ancora una volta, siamo alle solite. Al Lecce non si può rimproverare niente, se non quei due errori difensivi nel giro di due minuti. La fortuna ha voltato le spalle, ancora una volta, ai giallo-rossi. Domenica al via del mare arriva la Reggina. Per i salentini da ora in avanti è vietato sbagliare. I pugliesi sono ora sempre più nei guai in graduatoria ma per fortuna il campionato ha in sè altre 12 finali da disputare. La prima finale da vincere è lo scontro salvezza con i calabresi. I due punti in meno rispetto la zona salvezza non sono poi così distanti, se il Lecce gioca come nella sfida del Friuli di Udine, senza però sbagliare più in difesa. Per la sfida con la Reggina speriamo che il via del mare sia una bolgia infernale, piena di 35000 tifosi salentini, perché la salvezza del Salento è una missione ancora possibile. Nella realizzazione del sogno chiamato permanenza in serie A, il Lecce ha bisogno del suo pubblico, ossia ha bisogno del dodicesimo uomo in campo.

In B il Bari vince a Mantova 2-0 e ritrova la vetta della classifica, in condominio col Livorno.
In prima divisione il Gallipoli impatta per 2-2 col Foggia in casa, e rimane in testa alla classifica a +3 dalle inseguitrici.

Anche per questo appuntamento con la rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com è tutto, e vi diamo appuntamento a lunedì prossimo.   

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Marzo 04th, 2009 | Tag: | Category: Articoli Sportivi | Commenti (0)

Un ben trovati nella rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com, dedicata al week-end calcistico del 21 e 22 febbraio 2009.

Nella sesta di ritorno della massima serie, continua la volata dell’Inter verso il suo terzo scudetto consecutivo. La squadra di Mouerinhio espugna il Dallara di Bologna per 2-1 dopo una partita molto sofferta. Nell’anticipo delle 16 di sabato, i Felsinei hanno fatto la partita nel primo tempo, impensierendo più volte il portiere nero-azzurro; all’inizio della ripresa, il solito guizzo del fuoriclasse interista, nel caso Cambiasso, portava in vantaggio la capolista. Il Bologna riusciva a trovare il momentaneo 1-1 quasi subito, ma l’Inter non si scomponeva e al primo affondo, sul finire di gara, ritrovava il vantaggio con Balotelli.

Alle 18, sempre di sabato, la Roma, all’Olimpico, con una prodezza di Taddei da fuori area, ha agguantato 3 punti, battendo di misura il Siena.

Nell’anticipo delle 20.30, all’ex Favorita di Palermo, la Juve ha battuto i locali per 2-0. Al contrario della rotondità del risultato, la Juve ha sofferto oltre misura contro i siciliani. I rosa neri hanno sfiorato il vantaggio nei primi 45 minuti in varie circostanze, colpendo anche un legno con Miccoli. Poi, una caparbia azione personale di Sissoko dava il vantaggio alla “signora”, al ventesimo del primo tempo. Nella ripresa la Juve metteva in cassaforte il risultato con Treseguez al trentesimo, dopo tanti rischi corsi dalla retroguardia bianco-nera, per merito del Palermo mai domo.

Il Milan, in casa col Cagliari è riuscito, nel recupero grazie a Sedorff, a conquistare 3 punti. Il Milan ha rischiato molto, a causa dell’ennesima, meravigliosa prestazione degli isolani, sempre più squadra rivelazione del campionato.

Alla luce dei risultati, in testa alla classifica non cambia nulla. L’Inter è sempre in fuga a +9 dalla Juve e a +11 dai cugini del Milan.

Proseguiamo la nostra rubrica sportiva di angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com In coda alla classifica, sconfitta del Lecce per la terza volta consecutiva, in questa circostanza ad opera della Lazio al Via del Mare, per 2-0. La sconfitta dei pugliesi ha diverse radici. I salentini hanno preso sottogamba gli avversari, hanno sofferto le assenze di Papavaigo e Castillo, e hanno ancora una volta subito gli errori della propria retroguardia. Il Lecce ha avuto la peggio, anche in termini di buona sorte e i tre legni colpiti dai giallo-rossi nella gara parlano da soli. Il divario tecnico comunque, fra Lecce e Lazio è stato evidente. Alla platea del Via del mare, al di là degli avversari che c’erano di fronte, sembrava di rivedere un film già visto, ossia un Lecce psicologicamente incapace di fare la partita. Infatti, il Lecce in casa non riesce ad esprimersi. Dato eclatante che dimostra questo andamento, è la vittoria che manca al Via del mare, ormai da troppo tempo (settembre).

Il bel Lecce sbarazzino, visto più volte in trasferta è la bella copia di quello che invece si vede sul proprio campo di fronte ai propri supporters. Eppure, la sfida del via del mare contro i capitolini, sembrava iniziare nel migliore dei modi per i salentini; già al primo minuto della prima frazione Cacia, servito da Caserta, colpiva il palo; al sussulto dei pugliesi rispondevano i laziali prima con il palo di Zarate e poi con il vantaggio, al minuto 10 del primo tempo, grazie al solito errore dei difensori salentini. Nella circostanza, il goal era causato da un clamoroso autogoal di Stendardo dopo un bolide di Foggia. Nei minuti successivi il Lecce, dopo lo svantaggio subito, sembrava essere stato vittima di una doccia fredda, e rischiava, in più occasioni, il colpo del k.o. I giallo-rossi, sul finire dei primi 45 minuti, si salvavano in estremis, un po’ grazie ai miracoli di Benussi, un po’ grazie all’eccesso di egoismo di Zarate, che in varie circostanze preferiva la conclusione personale, ai passaggi a compagni smarcati , o meglio piazzati. Al minuto ‘40 del primo tempo, il Lecce colpiva nuovamente il legno con Tiribocchi sfiorando il clamoroso pareggio. In questo modo si chiudeva, di fatto, il primo tempo e la speranza del Lecce di pareggiare. In apertura di ripresa, infatti, i salentini subivano il macth-point ad opera di Colarov, che in azione solitaria insaccava alle spalle di Benussi. I pugliesi, sino al minuto ‘93, subivano una sorta di agonia, in quanto incapaci di impostare trame offensive degne di nota. L’unico e anche ultimo sussulto dei salentini, veniva dai piedi di Ariatti che colpiva il palo.

Questa sconfitta mette nei guai il Lecce, che grazie alla vittoria del Toro sull’Udinese, è ormai in zona retrocessione, anche se a solo un punto dalla zona salvezza, occupata, proprio dal Toro e dal Bologna. I salentini, visto che si esprimono meglio in trasferta, hanno l’occasione di riscattarsi domenica prossima allo stadio Friuli contro l’Udinese.

Concludiamo questo appuntamento con la rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com andando a sbirciare in cadetteria, dove il Bari in casa, pareggia con l’Ascoli, dopo che era sotto per 2-0. I bianco-rossi perdono la testa della graduatoria finendo a –2 dal Livorno capolista.

Il Gallipoli in c1 invece, vince in trasferta e rimane in testa a +2 dal Crotone.

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Febbraio 23rd, 2009 | Tag: | Category: Articoli Sportivi | Commenti (0)

Un ben trovati nella rubrica sportiva di Angelo Scazzi, su www.domenicozizzo.com, dedicata al week-end sportivo del 14-15 febbraio 2009.

Nella massima serie, alle 20:30 di domenica, si è celebrato il celebre derby della Madonnina. ormai arrivato a quota 270.  Nella stracittadina di Milano, nero-azzurri e rosso-neri hanno dato vita a una maschia partita. Il canovaccio della sfida è stato anomalo: il Milan ha fatto la partita, con belle trame di gioco, ma l’Inter ha colpito i cugini in contropiede. Nel primo tempo l’Inter, dopo avere subito l’arrembaggio del diavolo, andava in vantaggio al minuto 30 con Adriano, dopo un fallo di mano. La marcatura del brasiliano andava, palesemente, annullata. Poi intorno al minuto 42, sempre della prima frazione, Stancovic, ancora una volta in contropiede, raddoppiava per i nero-azzurri. Nel secondo tempo il sussulto di Pato fissava il punteggio per 2-1 con l’Inter che soffriva, senza altri danni, il ritorno dei cugini. Con questa vittoria i nero-azzurri hanno preso il volo verso lo scudetto, a  portandosi a +9 dalla Juve e a +11 dal Milan.

Nel pomeriggio domenicale, la Juve continua  nel suo personale festival delle occasioni perse. L’ultima puntata dello show si è svolto all’olimpico di Torino, dove l’antagonista della Juve è stata la Sampdoria. I doriani sono stati cinici e fortunati. La fortuna dei blu-cerchiati si è concretizzata col vantaggio di Pazzini, nel primo tempo. Il resto è stato un monologo juventino. Quello dei bianco-neri è stato un assalto all’arma bianca, ma nei tu per tu con Castellazzi, estremo doriano, i piemontesi non sono stati mai incisivi al punto giusto. Solo con Amauri, di testa, dopo un vero e proprio assedio, i ragazzi di Ranieri hanno trovato il pari. Per le velleità di scudetto dei bianco-neri, il pari serve poco alla banda di Del Piero & company.

Spettacolare pari, per 3-3 in zona champions-league, fra Genoa e Fiorentina, dopo che i liguri si erano portati sul 3-0. La squadra viola ha dato una lezione di calcio ai genoani, che pensavano di avere ormai vinto la partita; nel calcio però, si sa, non bisogna mai rilassarsi fino a quando non c’è il fischio finale del direttore di gara.

Nella zona calda della graduatoria il Lecce, in quel di Cagliari, non riesce nell’ impresa di tornare nel Salento con almeno un punticino. I salentini recriminano per 3 rigori netti non fischiati e per un goal regolare annullato a Tiribocchi, per off-side. Il Lecce ha interpretato ottimamente l’approccio mentale del match ma è stato punito, ancora una volta, dagli episodi. Il primo tempo del Sant’ Elia si chiudeva in parità, anche se con due rigori per due falli di mano di Agostini, non dati al Lecce. All’inizio della ripresa il Lecce subiva, al 5′ il vantaggio sardo da Fini. Il centrocampista del Cagliari faceva partire, da fuori area, un bolide che si insaccava nell’angolino, alla destra di Benussi. Il portiere salentino nulla poteva fare, nella circostanza, per evitare lo svantaggio giallo-rosso. Nei minuti successivi c’era una sola squadra in campo: il Lecce. Purtroppo però, i salentini nonostante l’ assedio in area di rigore sarda, non riuscivano, nelle varie sortite, col solito Tiribocchi, a impattare il risultato. Anzi, il Lecce, in un’incursione, al minuto 20 della ripresa, il pari lo trovava, sempre con Tiribocchi, ma l’arbitro, incredibilmente, annullava il goal per un fuori-gioco inesistente dello stesso bomber pugliese. Dopo alcuni minuti i salenti recriminavano ancora per un penalty non accordatogli. Cacia, punta giallo-rossa, veniva steso fallosamente in area sarda e ancora una volta il signor Stefanini non faceva una piega. Il Lecce sprecone, e penalizzato dal direttore di gara, nel recupero subiva, oltre al danno, la beffa. Al minuto 49 del secondo tempo, il sardo Matri, fissava il punteggio sul 2-0 per gli isolani; questa volta il goal era dovuto, si, alla bravura della punta scuola Milan, ma era causato anche da una papera di Benussi.

La sconfitta dei salentini non desta preoccupazioni, il Lecce è vivo, sempre ottimamente organizzato in campo, ed ha una grande personalità. I ragazzi di mister Beretta sono sempre ben spronati in campo dal loro allenatore. I due nuovi arrivi, Edhino e Papawaigo, sono veri fuoriclasse, e daranno il loro apporto per la salvezza dei salentini. La classifica poi, sorride ancora ai leccesi, anche se la squadra è a due soli punti dal tandem Chievo e Torino, che insieme alla Reggina sono in zona retrocessione. Domenica prossima il Lecce ha un impegno proibitivo al Via del Mare. Nel Salento scende la Lazio di mister Rossi. Nonostante il blasone degli avversari, il Lecce deve conquistare la vittoria, che in casa manca da un intero girone. Il successo dei salentini è vitale per continuare a sperare che il sogno della salvezza diventa realtà.

Passiamo ora a trattare la serie B, dove continua la corsa del Bari verso la serie A. I ragazzi di mister Conte pareggiano, in casa con Caputo, dopo avere subito lo svantaggio del Vicenza, ad opera di Bielanovic. Ora i baresi sono in testa a quota 45 punti, assieme al Livorno.

In C1, girone B, continua la marcia trionfale del Gallipoli verso la cadetteria. Gli ionici battono il Perugia e restano in testa alla graduatoria a +2 dalle inseguitrici.

E anche per questo appuntamento della rubrica sportiva di Angelo Scazzi è tutto; vi attendiamo numerosi come sempre, e colgo l’occasione per dare il mio personale in bocca al lupo a Domenico, impegnato nella MagicStyle Winter Cup 2009, che questo turno lo veda vincitore, così da poter recuperare la sconfitta del primo turno.

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Febbraio 16th, 2009 | Tag: | Category: Articoli Sportivi | Commenti (0)

Un buon ritrovati nella rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.domenicozizzo.com, a commento del week-end calcistico del 7 e 8 febbraio 2009.

Nella quarta di ritorno della massima categoria nazionale, il dato eclatante alla luce dei risultati, è che l’Inter non molla niente alle inseguitrici. Nel match “Davide contro Golia” di sabato alle 18, ossia nel duello del Via del Mare fra Inter e Lecce, i lombardi si impongono per 3-0 sui salentini. Non è riuscito in sostanza, al Lecce , il miracolo che tutta l’Italia non tifosa nero-azzurra, si aspettava. Su questa partita, c’erano infatti le speranze di milanisti e juventini, che speravano in un passo falso dell’Inter, per vedere riaperti i giochi dello scudetto.

I pugliesi non sono riusciti nell’intento di far tornare la capolista a Milano con un pugno di mosche o, al massimo con un punticino. Chi non ha visto la partita e ha osservato solo il risultato, può pensare che non vi è stata storia; invece a nostro avviso, di noi che la sfida l’abbiamo seguita, il pari giallorosso ci poteva stare. Però, come si sa il calcio è fatto di episodi. In questa partita gli episodi hanno girato tutti a favore dell’Inter. I lombardi li conosciamo tutti, sono in testa alla classifica, hanno 23 fuoriclasse, tutti titolari e sono tra le poche squadre, che possono risolvere le partite in qualsiasi momento. Se a questi ingredienti  aggiungiamo un pizzico di fortuna e qualche errore dei locali, fra Lecce e Inter non c’è stata storia. Purtroppo cosi è stato. Il match, per i nero-azzurri si è messo subito sui giusti binari e già al minuto 11′ del primo tempo, la solita magia di Ibrahimovic spezzava l’equilibrio del Via del Mare a favore dei milanesi. Il goal dei nero-azzurri si presentava come un melange tra la prodezza dello svedese e la mancata applicazione della tattica del fuori gioco da parte dei salentini.

Il Lecce nei minuti successivi, smaltita quasi immediatamente la doccia fredda dello svantaggio subito, andava vicino al pareggio in varie circostanze. L’occasione maggiormente propizia per i salentini, per impattare l’inferiorità del risultato, veniva dalla testa del difensore Stendardo, dopo un calcio piazzato; il colpo di testa del leccese veniva miracolosamente deviato in corner da Cesar. In apertura di ripresa il Lecce andava vicino al pareggio, in varie sortite. L’occasione ghiotta, per eccellenza, veniva da una discesa di Papadopulos in area nero-azzurra; anche in questa circostanza l’estremo difensore interista negava la gioia del pareggio ai locali. Dopo l’ennesimo sussulto salentino l’Inter sferrava il colpo del KO. Gli interisti dapprima raddoppiavano, con Figo, e poi triplicavano, con Stankovic; entrambe le marcature si concretizzavano, in fotocopia: su due colpi di testa dopo due cross da fuori area. Al trentesimo della ripresa si chiudeva, di fatto, la partita.

Al Lecce rimane la magra consolazione di avere giocato alla pari dell’Inter commettendo, però, qualche errore difensivo di troppo. Nel prossimo turno il Lecce potrebbe subito riscattarsi in terra sarda contro il Cagliari. Con gli isolani i salentini tenteranno di conquistare, con i denti, i punti che, forse, meritavano nel match con la capolista. Del resto i salentini fuori casa si esprimono meglio.

Nell’altro anticipo di sabato, il Milan, in casa non riesce a surclassare la Reggina, rischiando di perdere. In questo modo i rosso-neri vanno a -8 dai cugini nero-azzurri.

Nel pomeriggio di domenica, invece, la Juve strappa 3 punti al Catania, nei minuti di recupero con Poulsen, di testa, dopo che il pareggio sembrava ormai in cassaforte per i siciliani. La Juve rimane, in questo modo, a –7 dall’ Inter.

In coda c’è da sottolineare il pareggio per 1-1 fra Toro e Chievo, e la sconfitta del Bologna a Udine. A causa di tali risultati il Lecce è al pari del Bologna a +3, in graduatoria, dalla zona retrocessione.

La rubrica sportiva di Angelo Scazzi, prosegue quindi trattando quanto accadutoIn B, il pareggio del Bari a Brescia costa ai pugliesi la testa della classifica, a –1 ora, dal Livorno, neo capolista.

In serie C1 il Gallipoli non sfrutta il favorevole match casalingo, e non va oltre il pari per 1-1 con la Juve Stabia. I salentini, a causa di questo mezzo passo falso, mantengono la testa della classifica, ma con 1 solo punto di vantaggio dalle inseguitrici.

Anche per questo appuntamento della rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.domenicozizzo.com è tutto, e vi diamo appuntamento a Lunedì prossimo.

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Febbraio 09th, 2009 | Tag: | Category: Articoli Sportivi | Commenti (0)

Un bel ritrovati nella rubrica sportiva di www.domenicozizzo.com di questa settimana.Ci teniamo a scusarci per il ritardo nell’uscita di questa seconda puntata, ma per ragioni tecniche non è stato possibile postare prima questa puntata della rubrica sportiva di Angelo Scazzi.

Nella puntata odierna i riflettori saranno puntati non solo, sulla terza giornata di ritorno della massima serie, ma anche sulla cadetteria e sulla prima divisione, versante meridionale.

Nella terza di ritorno della premiere league nazionale, l’Inter continua a mantenere saldamente la testa della classifica, ma non va oltre il pari casalingo, nel testa coda col Torino. Quello dell’Inter è stato un assedio, ma alla fine del match, i nerazzurri non sono riusciti a capitalizzare le occasioni create.

La Juve soccombe in casa contro il Cagliari, rivelazione del campionato. La “signora” con questa sconfitta dice addio alla corsa scudetto. Forse è un bene per i bianconeri, non avere assilli tricolore. In questo modo, la compagine piemontese può concentrarsi sulla Champions League. La batosta bianconera è arrivata contro i sardi, che dopo le prime cinque partite erano a quota zero in graduatoria, ed erano retrocessi per tutti, oramai, in serie B. A volte il calcio è strano; ora lo stesso Cagliari lotta per andare in Europa.

Nel posticipo serale dello stadio Olimpico il Milan strapazza la Lazio 3-0 e si candida come inseguitrice ufficiale dell’Inter, a -6 in graduatoria.

Nella zona calda della classifica, il Lecce raccoglie tre punti dal Franchi di Siena, pur giocando in 10 per tutta la ripresa, a causa dell’espulsione di capitan Giacomazzi, per somma di ammonizioni. Il Lecce espugna la città del palio battendo i locali per 2-1, grazie ai goal di Tiribocchi e Castillo e al goal della bandiera, in mischia, di Ghezzal. I salentini tornano nel Salento con l’intera posta in palio, dopo una sofferta prestazione, figlia dell’assalto all’arma bianca del Siena mai domo, perché in superiorità numerica. Il Siena ha gettato il cuore oltre l’ostacolo, rischiando, però, di capitolare ai vari contropiedi salentini di Ariatti e Castillo. Ora i leccesi, in concomitanza coi pareggi di Torino, Reggina e Chievo sono a +4 dalla zona rossa della classifica. Intanto, nella prossima il Lecce è chiamato ad un impegno proibitivo; al Via del Mare arriva l’Inter di Maurigno. In quella circostanza, lo stadio leccese sarà una bolgia infernale, con 35000 spettatori e chissà se il dodicesimo uomo in campo, ossia il pubblico sugli spalti, non spingerà i propri eroi ad una clamorosa e incredibile vittoria sulla capolista.

Come anticipato, in questa puntata della rubrica sportiva di Angelo Scazzi, facciamo un cenno alla serie B. Nella serie cadetta continua la marcia trionfale del Bari di mister Conte. I biancorossi, battendo per 2-1 il quotato Frosinone, guidano la testa della classifica a 43 punti e a +4 dalle blasonate inseguitrici. L’ambiente barese vola sulle ali dell’entusiasmo, visto che la serie A, nel capoluogo pugliese manca dal 2000, anno della consacrazione di Cassano nel calcio che conta.

Continua anche la favola del Gallipoli, nel raggruppamento meridionale della serie C. Il Gallipoli è sempre in testa, a +1 dalle inseguitrici, ed è sempre in lotta per una storica e meritata promozione in serie B. Un eventuale salto di categoria degli ionici sarebbe una bella soddisfazione, per un piccolo e povero paesino del leccese che ha come unico sbocco economico il turismo estivo, senza la dotatazione dei milioni di euro che caratterizzano il calcio di oggi.

Bene, per la rubrica sportiva di Angelo Scazzi è tutto; arrivedrubrica sportivaerci a lunedì prossimo.

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Febbraio 05th, 2009 | Tag: | Category: Articoli Sportivi | Commenti (0)

Un saluto a tutti i visitatori di www.domenicozizzo.com e un bel trovati nella rubrica sportiva a cura di Angelo Scazzi. Di solito sarà il lunedì il giorno di questo spazio, ma in occasione del turno infrasettimanale di A, di Mercoledì 28/01/09, troverete questo breve articolo già a partire da giovedì 29 gennaio 2009.

Nella seconda giornata di ritorno, l’Inter è tornata galeotta in quel di Catania vincendo 2 a 0 conntro i locali. La Juve è uscita sconfitta da Udine per 3 a 1, mentre il Milan non è andato oltre il pareggio 1 a 1 contro il Genoa. Alla luce di questi risultati il club del patron Moratti è a +6 dalla Juve, che ha perso l’ occasione, contro un modesto avversario - sulla carta, a rimanere agganciata al treno dello scudetto.

Le note dolenti, per quanto ci riguarda, giungono dalla zona calda della classifica, dove il rappresentante della Puglia calcistica in serie A, il Lecce, ha letteralmente buttato alle ortiche 3 punti che, sino all’espulsione del suo difensore Fabiano, sembravano ormai in cassaforte. Per la squadra salentina siamo alle solite: dopo una partita intera dominata, dopo una serie di miracoli del portiere veneto, dopo un legno colpito da Castillo, il Lecce non solo si è fatto rimontare il goal del vantaggio di Vives, avvenuto intorno al minuto 10 della ripresa, ma ha rischiato di perdere. Infatti il Chievo ha paregiato al minutto 43′ della ripresa e sino al 56′ ci ha creduto, per fortuna inutilmente. Peccato per i giall-rossi pugliesi, che sono si a + 2 dalla zona B, ma con una vittoria i punti di vantaggio sulle dirette concorrenti sarebbero stati 4. Ora speriamo che i 3 punti sfiorati col Chievo possano arrivare in quel di Siena domenica.

Vi diamo quindi appuntamento alla prossima giornata di serie A, del 1 febbraio 2009. Un saluto da Angelo Scazzi.

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Gennaio 29th, 2009 | Tag: | Category: Articoli Sportivi | Commenti (0)

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