Dopo avere finalmente terminato la prima stesura del mio racconto sui draghi, ho deciso di riprendere le puntate del diario dal pianeta Kloghes e di riprendere un mio vecchio racconto di fantascienza.
Si tratta di un progetto ancora più ambizioso del precedente, che potrebbe diventare un vero romanzo; ho intenzione di realizzare qualcosa di importante, che possa farmi conoscere come scrittore di fantascienza. La voglia di scrivere mi è ritornata dopo avere stampato il racconto sui draghi; averlo davanti in carta e inchiostro mi ha fatto rinnovare la speranza di riuscire, avevo davanti a me il frutto tangibile dei miei sforzi e della mia dedizione.
Non è da sottovalutare questo aspetto psicologico, in quanto il cervello ha bisogno di vedere cose tangibili per ricevere stimoli intensi.
Vedremo cosa riuscirò a realizzare….
Ho raggiunto il palazzo in meno di un’ora, grazie all’efficienza dei mezzi pubblici offerti dalle compagnie locali. D’altronde, in una città importante come quella che ospita lo spazioporto, ci si aspetta che tutti i servizi siano al massimo dell’efficienza.
In pratica, lo spazioporto è il biglietto da visita di ogni pianeta, e deve fare buona impressione: la maggior parte della gente ci passa solo poche ore, come scalo verso le varie destinazioni, e non esce neppure dalla città. E ovviamente i governi locali cercano di lasciare un piacevole ricordo del pianeta, in modo che tutti possano parlarne bene: come diceva mio nonno, che aveva una videoteca per adulti”la soddisfazione del cliente è la migliore pubblicità”.
Il palazzo non è esattamente un hotel dei più lussuosi, ma almeno visto da fuori sembra decente. Il guaio è che, trovandosi in una zona quasi popolare, gli inquilini non sono il massimo dell’ospitalità e in genere sono persone un po’ fuori di testa. L’importante è che non mi diano grattacapi, e da parte mia non avranno nulla di cui preoccuparsi….
Il mio appartamento si trova al terzo piano, e le finestre si affacciano su una piazza ben illuminata, tanto che si può distinguere alla perfezione anche un escremento di cane, proprio al centro. Di fronte a me non abita nessuno, ma questo non mi dispiace; avrò almeno la tranquillità necessaria per dormire tranquillo e sbrigare i miei prossimi affari.
Ho disfatto rapidamente i bagagli - una borsa pressurizzata con alcuni generi alimentari, una valigia coi miei vestiti e uno zaino per la mia “attrezzatura”. Mi son subito messo a navigare col mio portatile alla ricerca delle offerte di lavoro, dopo essermi iscritto ad un servizio apposito. Prima di sera ho ricevuto almeno trenta messaggi, ma la maggior parte delle offerte era al di sotto delle mie aspettative; soprattutto non c’erano molte agenzie di sicurezza o di trasporto. Allora ho deciso di spegnere tutto e di andarmene a dormire: l’eccitamento per il mio arrivo si era quasi esaurito, e il mio corpo mi ricordava che anche io avevo bisogno di riprendermi.
Alla fine la navetta si è immersa nella grande dolina che ospita l’entrata dello spazioporto e quello che ho visto mi ha molto impressionato; non mi aspettavo di trovare delle strutture tanto avanzate, infatti quello che dal cielo sembrava un arido deserto, nasconde nel sottosuolo delle immense caverne, alcune delle quali pare che ospitino intere metropoli, pulsanti di vita.
La navetta ha attraccato ad uno dei raccordi per lo sbarco di passeggeri, e finalmente ho messo piede sul pianeta. L’aria all’uscita dall’attracco era carica di odori, che su un’astronave ad atmosfera controllata sono quasi assenti, mentre nuovamente il rumore invadeva le mie orecchie. Mi sono subito diretto verso il check-in, dove mi hanno consegnato una tessera di soggiorno temporaneo di una settimana, giusto il tempo per trovare lavoro, e poi dritto in un infopoint, dove consultare la rete in cerca di annunci di lavoro e di affitto di appartamenti.
Ci ho messo poco a smaltire la nausea e il senso di oppressione dovuti alla ritrovata gravità, appena più forte di quella di un pianeta come Grufu, dal quale provengo io. E’ tutto merito della eccitazione per il mio arrivo qui! Ho consultato per un’ora i siti immobiliari, e alla fine ho trovato una stanza in una palazzina semi-popolare, tanto per avere una base d’appoggio per i primi tempi.
E così eccomi a voi, abitanti di Kloghes; Lowee Trust è qui!