Category: Racconti

Diario da Kloghes tradimento per vie traverse

Avrei dovuto saperlo, che quel bastardo ci avrebbe fottuto la missione! Già quando stavamo preparando un piano, lui non smetteva di contraddirmi o cercava di proporre una strategia più consona alle sue inclinazioni violente. Fortunatamente, anche se non proprio tutti, eravamo concordi a effettuare un approccio più cauto, specialmente in quei punti dove si aprivano più strade alternative all'interno del cargo della Kloghesian Special Deliveries.

Purtroppo, la razza dei Xontel è famosa per la sua passione per la guerra, e questo li porta ovviamente a cercare di distinguersi in battaglia, con conseguenze spesso dannose. Infatti, dopo esserci dovuti dividere in due gruppi, quel maledetto si è lasciato prendere dalla foga, facendosi chiudere in una trappola e rimanendo presto in tre soli componenti. Per colpa sua, abbiamo dovuto cercare di conquistare direttamente il bersaglio primario, ovvero la sala comando, il che ha permesso ai ribelli di tagliarci ogni via di fuga. E nonostante tutto, lo Xontel era anche fiero di quel che aveva fatto, dicendo che aveva resistito fino allo scadere del termine.

Sta di fatto, che la prova indetta dalla Kloghesian Special Deliveries l'abbiamo fallita, e quindi dovremo rifarci con la seconda prova, all'interno di una grotta di Kloghes per recuperare un carico e difenderlo dai predoni. Speriamo bene…..

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Momorie di un Sopravvissuto dell’Era Oscura Parte Seconda

Erano solo le cinque di pomeriggio, ma sembrava che fosse notte fonda. Ad ogni angolo, mio fratello Salvo si guardava attorno e solo quando era sicuro che la via fosse libera dai vampiri, mi faceva un cenno e attraversavamo insieme la strada, in pochi istanti.

Non so quale Santo ci aiutò, perchè in mezz’ora riuscimmo a raggiungere la piazza principale del paese, senza che nessuno di quei mostri ci vedesse. Purtroppo, quella corsa nella notte del giorno fu inutile, perchè la piazza era gremita di vampiri che assediavano la chiesa. Le porte erano chiuse, ma da dove eravamo noi, riuscivamo ugualmente a sentire delle voci che cantavano: erano sicuramente i poveri rifugiati che cercavano la salvezza e il conforto della preghiera.

- E’ inutile restare qui! Dobbiamo andare via dal paese! In campagna i vampiri non ci troveranno: andiamo.

Salvo mi prese per mano e insieme fuggimmo via da quel paese, ormai condannato. Anche in quella occasione, Dio ci aiutò e raggiungemmo una casa di campagna abbandonata, dove passammo la nostra prima notte da Sopravvissuti. Da quel luogo, si poteva osservare l’intero paese, che appariva immerso in una luminescenza rossastra, simile al colore del sangue. Alcune case ardevano ancora, probabilmente con dentro qualcuno. Steso sul mio improvvisato giaciglio, immaginavo tutte le sofferenze che i vampiri potevano infliggere a quei poveretti rimasti laggiù, e l’immagine che si formò nella mia mente mi face tremare. Strinsi con ardore quei pezzi di legno e così mi addormentai.

Ormai, sono passati piu di venti anni da quel giorno, da allora combatto come posso per liberare gli umani dal giogo dei vampiri. Insieme a me, lottano per la libertà altri dodici Sopravvissuti, e anche tre mezzosangue, nati dalle unioni fra una donna umana e un vampiro maschio: i loro nomi sono Kurt, Jonah e Sergio. Noi sia la Squadra Mirror, e uccidiamo vampiri

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Diario di un Sopravvissuto dell’Era Oscura Parte 1

Nessuno di noi poveri mortali era pronto alla catastrofe che si abbattè sul mondo nel 2008 e ancor meno a quello che sarebbe seguito.

Io ero ancora un bambino, ma certe cose non si dimenticano: ricordo come se fosse ieri, la grande nube dal colore del sangue rappreso che splendeva di una luce sinistra e annunciava solo morte, che oscurò il sole per sempre, la gente che urlava terrorizzata per le strade o dalle finestre.

Quello stesso giorno cominciarono ad accadere eventi di indicibile orrore: si susseguirono rapine ed omicidi, la gente sembrava essere in preda ad una furia collettiva senza limiti. Ci barricammo in casa con la mia famiglia, mio padre che col suo fucile da caccia teneva costantemente d’occhio la strada, dandosi il cambio con mio fratello Salvo che a 16 anni era dovuto diventare un uomo.

Passammo almeno quattro settimane di terrore, e non ho mai capito come riuscissimo a procurarci da mangiare, mentre tutto intorno a noi il mondo era sottosopra e se ne andava in malora. Il peggio però era ancora alle porte, e al trentesimo giorno di caos, giunsero loro, i vampiri!

Sembravano usciti dal più pauroso racconto dell’orrore e cominciarono ad assalire chiunque si trovasse sulla loro strada; un nostro vicino, che rientrava dopo aver saccheggiato un supermercato, fu assalito da un paio di quei mostri, i vampiri, prima di raggiungere la porta di casa e divorato sul posto, almeno così mi raccontò mio fratello Salvo che giurò di avere assistito alla scena.

Un altro, forse stanco di assistere a quell’orrore, preferì offrirsi volontario al massacro e sparì nella Notte. i vampiri vagavano per le strade in cerca di carne fresca, e si accontentavano anche di qualche cane randagio. Alcuni entravano nelle case e ne divoravano gli occupanti: l’aria era invasa dalle grida di terrore e di agonia, mi ste alle loro grida di giubilo e dal fetore dei corpi in rapida putrefazione.

In breve, l’unico luogo che conservasse un poco di protezione dai vampiri divenne la chiesa madre del paese, in cui si rifugiarono più di seicento o settecento persone. In meno di due mesi, la popolazione si era ridotta ad un quarto, quei pochi che rimanemmo fummo chiamati “i sopravvissuti”. Un giorno, ammesso che si potesse definire a quel modo, giunde un ultimatum da parte dei vampiri: arrenderci e riconoscere loro quali nuovi dominatori del pianeta, potendo quindi sopravvivere per qualche tempo, o venire divorati subito dal primo all’ultimo. A quel punto, mio padre fu invaso dall’ira e si precipitò fuori di casa col fucile spianato, nel vano tentativo di ammazzarne uno, ma fu subito raggiunto da un branco di quei mostri e divorato lì, in mezzo alla strada, davanti ai nostri sguardi pieni di sgomento orrore. Mia madre urlò come un’ossessa per oltre un quarto d’ora nella sua stanza chiusa a chiave, poi all’improvviso più nulla.

Mio fratello riuscì a mantenere il controllo, e seppure i suoi occhi fossero velati di lacrime, erano anche accesi di una luce di odio infinito, verso quei mostri, i vampiri che avevano distrutto le nostre vite e la nostra famiglia. Salvo ad un certo punto mi afferrò per un braccio e mi trascinò verso la porta che dava sul giardino.

- Dobbiamo subito fuggire, arrivare in chiesa! Prendi questi.

Mi porse due oggetti di legno, ovvero un paletto che aveva ricavato da una gamba del tavolo in soggiorno e un crocefisso, raccomandandomi di tenere bene in vista l’uno e stando pronto a ficcare l’altro nel petto di uno di quei mostri schifosi, alla prima occasione. Anche lui possedeva quella singolare “attrezzatura” anti-vampiro. Presi fra le mie mani tremanti quegli oggetti che potevano rivelarsi l’unica speranza di sopravvivenza, almeno per qualche tempo.

- Corri senza fermarti per nessun motivo, va bene? Stammi vicino.

Raggiungemmo la porta che dava nel giardino, e dopo avere controllato che non ci fosse nessuno, o meglio nessun vampiro, Salvo mi tirò e cominciammo a correre. Ci muovavamo in silenzio, protetti dalla stessa oscurità che permetteva a quei mostri di spostarsi anche in quello che sarebbe dovuto essere il pieno giorno.

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Nuova vesione del Re Dragone, Andracos

Salve a tutti, è con piacere che informo tutti i gentili visitatori del caricamento sul sito, della revisione del racconto fantasy sul Re Dragone, ribattezzato Andracos, ovvero l'uomo draco. Si è resa necessaria la correzione di alcune parti del racc onto, a livello di trama e sono state effettuate anche delle correzioni di stile e logiche, aggiungendo alcune spiegazioni specie all'inizio, per rendere più chiaro possibile lo svolgersi degli eventi, e modificando alcuni particolari, quali l'arma utilizzata dal protagonista, ma per non rovinarvi la sorpresa, vi invito ad attendere quando avrò finito la revisione del raccon to. Visto che siamo in vena di notizie, vi avviso che sto lavorando per aggiungere un forum a questo blog, nel quale potrete discutere di numerosi argomenti, divisi per tipo, e che rispecchieranno le categorie degli articoli del sito.

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Progetto nuovo romanzo di Domenico Zizzo

Dopo l'esperienza del racconto il Re Dragone, che mi ha visto per la prima volta esplorare il mondo fantasy, ho deciso di scrivere qualcosa che ritorni alla fantascienza, con un lungo racconto ambientato in una guerra che vede l'utilizzo di mecha, ovvero i robot giganti divenuti famosi grazie alla serie Robotech o Gundam. Nel racconto, si narreranno le gesta di un pilota di mecha, facente parte di una squadra che in seguito ad un atterraggio di fortuna dovrà tornare dietro le proprie linee protette, attraversando chilometri di territorio ostile, sotto il controllo del nemico. Non vi anticipo altro, per non rovinarvi la sorpresa, e anche perché sonoancora in una fase preliminare del lavoro, per cui non so ancora come si evolverà il racconto. Spero solo che quando lo leggerete, fra un anno o due, lo apprezzerete, e intanto vi invito a seguire le notizie sugli altri miei racconti.

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Diario da Kloghes la Prima Prova

Continua il racco nto di Lowee Trust sul pianeta Kloghes, e ora comincerò a raccontare lo svolgimento della prima prova per entrare a far parte della Kloghesian Special Deliveries. Sono giunto al luogo della prima prova di selezione, in pratica la simulazione di un abbordaggio di ribelli Flegeni, con relativa azione di salvataggio dell'equipaggio e del cargo spaziale. Per l'occasione è stata simulata la mancanza di gravità, grazie ad un apposito impianto dal costo non indifferente, segno che comunque la ditta ha una disponibilità sostanziosa. Grazie a questo espediente, la prova si è rivelata abbastanza seria e difficoltosa, specie per gli spostamenti attraverso gli spazi interni riprodotti. Io sono capitato con la seconda squadra di salvataggio, e in pratica siamo stati lasciati nel vano di carico, coi nostri avversari ad attenderci; il nostro gruppo era composto da una dozzina di elementi appartenenti a varie specie. A parte il sottoscritto, vi erano altri tre sapiens, tutti reduci della mia stessa guerra, anche se loro erano dislocati altrove. Questo ci avrebbe sicuramente avvatntaggiati, quindi abbiamo stabilito di fare squadra fissa fra di noi. Ci hanno concessa una mezz'ora standard di tempo, per arrivare al nostro obiettivo principale. in caso di successo dell'operazione, per la squadra ci sarebbe stato un bonus di punteggio da ridistribuire tra i membri, e un altro per i sopravvissuti. Abbiamo così atteso un minuto, prima che ci fosse dato il via, e in questo breve tempo ci siamo appostati secondo uno schema ben collaudato, soprattutto per noi che avevamo affrontato una guerra dura come quella ai confini del Territorio, contro i Flegeni. Il vano di carico era dotato di due soli ingressi, e questo facilitava la difesa dell'ambiente, ma anche per i ribelli occupanti era lo stesso; in fondo, prima o poi saremmo dovuti uscire, da quel luogo… la nostra dotazione comprendeva anche una mappa tridimensionale dell'intero cargo, in modo tale da evitare almeno di perderci. Dovevamo quindi decidere da dove cominciare l'attacco, se separarci in squadre più piccole e quale sarebbe stato il nostro obiettivo finale. Avremmo potuto uccidere il capo dei "ribelli", così da indurli alla resa, o puntare al totale annientamento del nemico. C'erano vari miniobiettivi, quali la messa in sicurezza del carico, il salvataggio di alcuni membri particolari dell'equipaggio, così da ricevere man forte nel combattimento. Le opinioni in proposito erano discordanti: c'era il solito spaccone Zhoriano che voleva sterminare tutti: – Signori, io direi di farli fuori tutti, in fondo sono dei ribelli Flegeni, o no? Non bisogna avera alcuna pietà! Ma l'esperienza in guerra di noi sapiens suggeriva altre strategie: – Calmo, non vorrai rischiare di farti eliminare per pochi punti in più, vero? Alla fine, dopo sei minuti sprecati a discutere, la squadra si divise in due, e ciò portò al disastro che vi racconterò la prossima volta. IL racconto prosegue con la squadra di Trust che assale una postazione di Flegeni, e di come il capo della seconda squadra porterà al fallimento della prova.

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Altro racconto di fantascienza

Ho appena finito di scrivere un nuovo racconto di fantascienza, che ha come protagonisti gli alieni. In esso, racconto la visita di un'astronave aliena sul nostro pianeta, che giungerà la vigilia di Natale di quest'anno (tenetevi pronti ad ogni evenienza) sul territorio pugliese. Avevo in programma di terminare il racconto proprio per Natale, e infatti oggi l'ho appena finito in tempo. Non vedo l'ora di poterlo pubblicare.

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Diario da Kloghes, la Partenza

Oggi si deciderà  il mio futuro, su questo pianeta: scrivo queste poche righe prima di uscire di casa, per recarmi al palazzo della Kloghesian Special Deliveries, dove sono atteso per svolgere la prima delle tre prove, quella a tempo.

Spero che la prossima volta che scriverò, saranno buone notizie. A presto…

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Diario da Kloghes, la Notizia

Finalmente è arrivata la tanto attesa comunicazione da parte della Kloghesian Special Deliveries… L'ho ricevuta stamattina, e come previsto sono stato selezionato per partecipare alle prove pratiche. Sono atteso per le 7.45 del 23 di questo mese, esattamente fra quattro giorni, presso il palazzo della KSD. La prima sarà  una prova di combattimento, nella quale i partecipanti saranno divisi in due squadre contrapposte. La seconda prova consisterà  in un percorso da completare entro un limite di tempo, mentre la terza vedrà  i partecipanti ai comandi dei vari mezzi di scorta, per proteggere il convoglio da eventuali assalti esterni. L'allenamento nelle sale olografiche sta procedendo bene: ho già  stabilito diversi record coi giochi di sparatorie e combattimento, mentre devo ancora migliorare la mia abilità  di pilotaggio di mezzi ed esoscheletri. Ciò dipende dal fatto che un simulatore non può riprodurre ogni eventualità , in quanto nelle azioni dal vivo si hanno troppe sensazioni che il programma non può replicare, il corpo subisce stimoli esterni e si stanca, e a volte bisogna cercare di prevedere l'impossibile. L'esperienza su vari pi aneti del fronte mi ha insegnato proprio a non abbassare mai la guardia, soprattutto in situazioni particolari come la guida di esoscheletri in un teatro di guerra urbano. Lì il pericolo si nasconde negli angoli più nascosti e soprattutto inaccessibili dagli esoscheletri, dove truppe appiedate dotate di missili o anche di fasci destrutturanti, trovano comodi ripari da cui effettuare sortite improvise e attacchi fulminei. Comunque sia, ho ancora qualche giorno per perfezionare le mie abilità , e non farò altro fino alla sera prima della prova; voglio andare a letto presto, così da affrontare la sfida con la mente lucida e il fisico ben riposato. Ho assoluto bisogno di avere questo lavoro, e l'otterrò.

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Diario da Kloghes L’Attesa

E così, mi tocca attendere ancora tre giorni, per conoscere i risultati della preselezione per la KSD. Il signor Kevance mi ha avvertito che ci saranno delle prove pratiche, da superare: in pratica, se supererà la prima fase, dovrà sostenere tre prove insieme agli altri e alla fine, i primi tre che avranno accumulato i punteggi migliori, saranno assunti definitivamente. Non conosco i dettagli, a che tipo di porve sarò sottoposto, però personalmente, mi sento abbastanza tranquillo: grazie alle mie doti e alla mia esperienza, verrò probabilmente assunto. E poi, manca ancora una settimana e in più devo conoscere l'esito del colloquio, quindi è completamente inutile preoccuparsi così presto. Approfitto di questa breve pausa per allenarmi al tiro; in questa città a caverna ci sono molte sale olografiche, e quasi tutte offrono programmi di combattimento o simulatori di guida, e anche se sono diverse e non certo all'altezza dei programmi d'addestramento dell'Esercito, mi danno la possibilità  di tenermi allenato. La cosa che più mi piace però, sono i "safari", proiezioni olografiche di vari ambienti, anche di Kloghes, che mi hanno permesso di saperne di più su questo strano pia neta. Il tutto, senza bisogno di lasciare la sicurezza della città a caverna, quindi senza rischiare di fare da bersaglio ai Flegeni o ad altri tipi di predoni della superficie del pianeta. Immagino però, che lavorando per la KSD non potrei evitare i guai, visto che dovrei fare parte della scorta armata dei loro convogli. Ho notato che nell'ultimo anno Kloghesiano, che dura sei settimane in meno di quello terrestre e tre in meno di quello del mio pianeta, la Kloghesian Special Deliveries ha effettuato diciotto selezioni del personale, sia di scorta che di equipaggio. Non vorrei che fosse di cattivo auspicio per il sottoscritto!

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