Category: Fantascienza

Diario da Kloghes, la Partenza

Oggi si deciderà il mio futuro, su questo pianeta: scrivo queste poche righe prima di uscire di casa, per recarmi al palazzo della Kloghesian Special Deliveries, dove sono atteso per svolgere la prima delle tre prove, quella a tempo.

Spero che la prossima volta che scriverò, saranno buone notizie. A presto…

Diario da Kloghes, la Notizia

Finalmente è arrivata la tanto attesa comunicazione da parte della Kloghesian Special Deliveries…

L’ho ricevuta stamattina, e come previsto sono stato selezionato per partecipare alle prove pratiche. Sono atteso per le 7.45 del 23 di questo mese, esattamente fra quattro giorni, presso il palazzo della KSD.
La prima sarà una prova di combattimento, nella quale i partecipanti saranno divisi in due squadre contrapposte. La seconda prova consisterà in un percorso da completare entro un limite di tempo, mentre la terza vedrà i partecipanti ai comandi dei vari mezzi di scorta, per proteggere il convoglio da eventuali assalti esterni.

L’allenamento nelle sale olografiche sta procedendo bene: ho già stabilito diversi record coi giochi di sparatorie e combattimento, mentre devo ancora migliorare la mia abilità di pilotaggio di mezzi ed esoscheletri. Ciò dipende dal fatto che un simulatore non può riprodurre ogni eventualità, in quanto nelle azioni dal vivo si hanno troppe sensazioni che il programma non può replicare, il corpo subisce stimoli esterni e si stanca, e a volte bisogna cercare di prevedere l’impossibile.
L’esperienza su vari pianeti del fronte mi ha insegnato proprio a non abbassare mai la guardia, soprattutto in situazioni particolari come la guida di esoscheletri in un teatro di guerra urbano. Lì il pericolo si nasconde negli angoli più nascosti e soprattutto inaccessibili dagli esoscheletri, dove truppe appiedate dotate di missili o anche di fasci destrutturanti, trovano comodi ripari da cui effettuare sortite improvise e attacchi fulminei.

Comunque sia, ho ancora qualche giorno per perfezionare le mie abilità, e non farò altro fino alla sera prima della prova; voglio andare a letto presto, così da affrontare la sfida con la mente lucida e il fisico ben riposato. Ho assoluto bisogno di avere questo lavoro, e l’otterrò.

Diario da Kloghes L’Attesa

E così, mi tocca attendere ancora tre giorni, per conoscere i risultati della preselezione per la KSD. Il signor Kevance mi ha avvertito che ci saranno delle prove pratiche, da superare: in pratica, se supererò la prima fase, dovrò sostenere tre prove insieme agli altri e alla fine, i primi tre che avranno accumulato i punteggi migliori, saranno assunti definitivamente.
Non conosco i dettagli, a che tipo di porve sarò sottoposto, però personalmente, mi sento abbastanza tranquillo: grazie alle mie doti e alla mia esperienza, verrò probabilmente assunto. E poi, manca ancora una settimana e in più devo conoscere l’esito del colloquio, quindi è completamente inutile preoccuparsi così presto.

Approfitto di questa breve pausa per allenarmi al tiro; in questa città a caverna ci sono molte sale olografiche, e quasi tutte offrono programmi di combattimento o simulatori di guida, e anche se sono diverse e non certo all’altezza dei programmi d’addestramento dell’Esercito, mi danno la possibilità di tenermi allenato. La cosa che più mi piace però, sono i “safari”, proiezioni olografiche di vari ambienti, anche di Kloghes, che mi hanno permesso di saperne di più su questo strano pianeta. Il tutto, senza bisogno di lasciare la sicurezza della città a caverna, quindi senza rischiare di fare da bersaglio ai Flegeni o ad altri tipi di predoni della superficie del pianeta.

Immagino però, che lavorando per la KSD non potrei evitare i guai, visto che dovrei fare parte della scorta armata dei loro convogli. Ho notato che nell’ultimo anno Kloghesiano, che dura sei settimane in meno di quello terrestre e tre in meno di quello del mio pianeta, la Kloghesian Special Deliveries ha effettuato diciotto selezioni del personale, sia di scorta che di equipaggio.
Non vorrei che fosse di cattivo auspicio per il sottoscritto!

Kloghesian Special Deliveries

Sono arrivato al luogo del colloquio quasi un’ora prima, per dimostrare che ho seriamente intenzione di prendere questo lavoro. Ho preso altre informazioni sulla K-S-D (Kloghesian Special Deliveries), una delle maggiori aziende del settore trasporti speciali e una delle prime a sorgere su Kloghes.

Hanno magazzini in tutte le città-caverna, e i loro mezzi sono tra i più moderni ed efficienti di tutto il pianeta, sia per quanto riguarda la sicurezza che per le elevate prestazioni; la loro percentuale di assalti sventati è la più alta di tutte le compagnìe del settore (93%), e solo i militari riescono a raggiungerla. Con loro, insomma, il mio lavoro sarebbe facilitato ed è per questo che l’ho scelta.

La sede principale è in questa stessa città-caverna, in una delle grotte superiori, vicino alla luce, infatti quando ci sono arrivato ho potuto ammirare gli splendidi effetti che la luce solare crea entrando da un pozzo largo dieci metri nella volta. Dopo aver superato lo stupore, ho raggiunto il palazzo della K-S-D, simile ad una colonna carsica, per via del fatto che esso è collegato contemporaneamente, sia alla volta che al pavimento della caverna. Questa città non smette mai di stupirmi, ed ogni giorno che passa scopro nuove meraviglie, naturali e artificiali. Spero che tutto Kloghes sia come questa città-caverna!|

Novità in Arrivo

Ho deciso di rispondere ad un annuncio per una ditta di trasporti speciali, come rifornimenti per le colonie minerarie, macchinari per la ricerca ambientale nelle paludi di Kloghes, tutti trasporti che ricevono spesso le attenzioni non richieste di banditi e gruppi di ribelli Flegeni. Per me è un’opportunità irripetibile per vedere se sono ancora in grado di compiere il mio lavoro.

Tutto quello che devo fare è presentarmi ad un indirizzo di questa città-caverna che mi è stato inviato via email, dove fra poche ore sosterrò dei test preliminari. Io detesto tutte queste formalità, e so che se ne susseguiranno molte nei prossimi mesi, ma se voglio ottenere un lavoro del genere, devo rassegnarmi e sopportarle.

Se riuscirò a farmi prendere, potrò uscire finalmente da questo quartiere-caverna, ma soprattutto potrò uscire sulla superficie del pianeta; non sono certo venuto su Kloghes per rinchiudermi in un ambiente chiuso come quello delle metropoli-caverna! Questo lavoro invece mi darà modo di frequentare i luoghi più selvaggi del pianeta Kloghes, e soprattutto di diventare uno dei migliori nel mio campo.

I Primi Tempi sono i più Duri

E’ passata appena una settimana dal mio arrivo sul pianeta Kloghes, eppure sembra che siano passati anni. Le strade di questo quartiere non sono molto affollate, in compenso quei pochi che le percorrono non sono molto socievoli, anzi hanno cercato di farmi fuori almeno tre volte in due giorni. L’ addestramento ricevuto e gli anni passati in guerra su due diversi pianeti mi hanno aiutato ad evitare spiacevoli conseguenze, però francamente non vedo l’ora di andarmene da questa fogna, non fosse altro che per guadagnarmi da vivere.

Ho continuato le mie ricerche, ma fino ad ora mi hanno contattato solo due agenzie di sicurezza e una di trasporti. Le banche e i depositi di merci hanno già il personale necessario, per cui eviterò di perdere del tempo con loro. Ho sentito dire però che ci sono delle compagnie minerarie che usano mezzi di superficie per il trasporto, e delle spedizioni scientifiche che si spingono molto lontano dalle zone sicure delle città sotterranee e vanno alla ricerca di antichità o di nuovi habitat sconosciuti sul pianeta.

L’esplorazione di Kloghes non è mai stata completata, sia per la presenza di comunità Flegene, sia per l’asprezza dei territori prossimi all’equatore del pianeta. Sarebbe un’esperienza fantastica, viaggiare come scorta per quelle spedizioni, sono sicuro che ci sarebbe sempre da fare. E poi adoro esplorare nuovi pianeti, mi fa sentire come uno di quei pionieri che secoli fa esploravano il pianeta Terra, alla ricera di nuove civiltà e di tesori nascosti.

Le chiavi di casa.

Ho raggiunto il palazzo in meno di un’ora, grazie all’efficienza dei mezzi pubblici offerti dalle compagnie locali. D’altronde, in una città importante come quella che ospita lo spazioporto, ci si aspetta che tutti i servizi siano al massimo dell’efficienza.

In pratica, lo spazioporto è il biglietto da visita di ogni pianeta, e deve fare buona impressione: la maggior parte della gente ci passa solo poche ore, come scalo verso le varie destinazioni, e non esce neppure dalla città. E ovviamente i governi locali cercano di lasciare un piacevole ricordo del pianeta, in modo che tutti possano parlarne bene: come diceva mi nonno, “la soddisfazione del cliente è la migliore pubblicità”.

Il palazzo non è esattamente un hotel dei più lussuosi, ma almeno visto da fuori sembra decente. Il guaio è che, trovandosi in una zona quasi popolare, gli inquilini non sono il massimo dell’ospitalità e in genere sono persone un po’ fuori di testa. L’importante è che non mi diano grattacapi, e da parte mia non avranno nulla di cui preoccuparsi….

Il mio appartamento si trova al terzo piano, e le finestre si affacciano su una piazza ben illuminata, tanto che si può distinguere alla perfezione anche un escremento di cane, proprio al centro. Di fronte a me non abita nessuno, ma questo non mi dispiace; avrò almeno la tranquillità necessaria per dormire tranquillo e sbrigare i miei prossimi affari.

Ho disfatto rapidamente i bagagli - una borsa pressurizzata con alcuni generi alimentari, una valigia coi miei vestiti e uno zaino per la mia “attrezzatura”. Mi son subito messo a navigare col mio portatile alla ricerca delle offerte di lavoro, dopo essermi iscritto ad un servizio apposito. Prima di sera ho ricevuto almeno trenta messaggi, ma la maggior parte delle offerte era al di sotto delle mie aspettative; soprattutto non c’erano molte agenzie di sicurezza o di trasporto. Allora ho deciso di spegnere tutto e di andarmene a dormire: l’eccitamento per il mio arrivo si era quasi esaurito, e il mio corpo mi ricordava che anche io avevo bisogno di riprendermi.

Primo giorno su Kloghes

I racconti che ho ascoltato da chi è stato prima di me su questo pianeta non rendono affatto giustizia; neppure un abile telecronista riuscirebbe a descrivere il caos e l’aria carica di vita che pervade la città dello spazioporto principale.

Anche questa si trova all’interno di un complesso di caverne enormi, tanto che all’interno possono volare le vetture e i piccoli flyer monoposto. La caverna è illuminata da mille insegne olografiche e da potenti luci al neon, anche di giorno, dato che non esistono pozzi che comunicano con l’esterno. Gran parte della città è stata costruita partendo dalla caverna centrale, per poi espandersi nei mille cunicoli e grotte laterali che da essa dipartono. La zona dove dovrò andare io è una profonda grotta cieca con un pozzo largo pochi metri e profondo centoventi, che s’affaccia in un rialzo del terreno.

Subito ho raggiunto la fermata del mezzo pubblico che mi porta al mio palazzo, nel quale trascorrerò qualche mese, per poter mettere da parte una discreta somma e trasferirmi in qualche città più “movimentata”. Ancora non sono riuscito a trovare qualcosa che mi soddisfi; mi sa che dovrò accontentarmi, almeno per ora….

Atterraggio su Kloghes

Alla fine la navetta si è immersa nella grande dolina che ospita l’entrata dello spazioporto e quello che ho visto mi ha molto impressionato; non mi aspettavo di trovare delle strutture tanto avanzate, infatti quello che dal cielo sembrava un arido deserto, nasconde nel sottosuolo delle immense caverne, alcune delle quali pare che ospitino intere metropoli, pulsanti di vita.

La navetta ha attraccato ad uno dei raccordi per lo sbarco di passeggeri, e finalmente ho messo piede sul pianeta. L’aria all’uscita dall’attracco era carica di odori, che su un’astronave ad atmosfera controllata sono quasi assenti, mentre nuovamente il rumore invadeva le mie orecchie. Mi sono subito diretto verso il check-in, dove mi hanno consegnato una tessera di soggiorno temporaneo di una settimana, giusto il tempo per trovare lavoro, e poi dritto in un infopoint, dove consultare la rete in cerca di annunci di lavoro e di affitto di appartamenti.

Ci ho messo poco a smaltire la nausea e il senso di oppressione dovuti alla ritrovata gravità, appena più forte di quella di un pianeta come Grufu, dal quale provengo io. E’ tutto merito della eccitazione per il mio arrivo qui! Ho consultato per un’ora i siti immobiliari, e alla fine ho trovato una stanza in una palazzina semi-popolare, tanto per avere una base d’appoggio per i primi tempi.

E così eccomi a voi, abitanti di Kloghes; Lowee Trust è qui!

Diario da Kloghes

Sono arrivato finalmente su Kloghes! La navetta ha lasciato l’orbita con un po’ di ritardo, causato da una tempesta che ha quasi investito in pieno la regione dello spazioporto; fortunatamente non ci sono state conseguenze, infatti il fronte della tempesta è passato a cinque chilometri, sollevando solo un po’ di polvere desertica.

La discesa sulla superficie è stata tranquilla e io ho potuto ammirare lo straordinario paesaggio della Piana di Lo-Ta-Chey, una distesa desertica di almeno trecento chilometri di ampiezza e più di novecento di lunghezza, che si sviluppa in direzione da sud-est a nord-nord-ovest e taglia l’equatore. Lo spazioporto si trova nella zona più meridionale, sull’equatore (che come vi dirà qualsiasi astrofisico è il punto ideale dal quale inviare veicoli nello spazio, grazie alla maggiore forza centrifuga che si sviluppa a quelle latitudini e che permette quindi di risparmiare sul carburante utilizzato per la spinta al lancio).

Il tutto è durato non più di venti minuti e all’arrivo ero molto eccitato: un nuovo mondo si apre letteralmente ai miei piedi e ho deciso di sfruttare al meglio questa nuova occasione. Qui su Kloghes uno come me può trovare facilmente lavoro, grazie anche alla mia esperienza accumulata in questi anni, al fronte. Pare che i ribelli Flegeni causino non pochi problemi al governo locale, assaltando i convogli nel deserto, e ultimamente si stiano spingendo anche all’interno delle caverne. Pare proprio che avrò un sacco di lavoro, da queste parti!

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