0 Domenico Zizzo e i suoi Racconti » 2009 » marzo

Doppia serata per l’ultima commedia della Rassegna Teatrale 2009

Ieri sera è stata dedicata agli abbonati alla Rassegna Teatrale 2009 a San Pancrazio Salentino in provincia di Brindisi, mentre oggi Domenica 29 Marzo ci sarà le replica per coloro i quali, soprattutto commercianti e impiegati delle attività commerciali, non hanno potuto godere della straordinaria prestazione della locale Compagnia Teatrale “La Civetta”, con la sua spassosa rappresentazione della commedia “Ci si fessa, statti a casa tua”.

La commedia tratta di vari temi attuali, come l’impotenza, i tipici scontri generazionali, gli interessi economici, e motli altri, sempre con una vena umoristica che aiuta a meglio sopportare le difficoltà.

Sono soprattutto le peripezie del personaggio principale Pancrazio, un anziano cassaintegrato che riceve finalmente la sua liquidazione di 500mila Euro, il quale si cruccia per non avere avuto un nipotino dai suoi tre figli, come la figlia più piccola che non ne vuol sapere di avere un fidanzato, essendo femminista convinta, o il maggiore, sposato da ormai cinque anni e ancora senza figli, o ancora il mezzano che è ricoverato in un istituto per matti, che si presenterà con la “moglie” ancor più pazza di lui. Finirà per promettere i soldi della liquidazione al primo che gli darà un nipotino, consuocera compresa che gli darebbe addirittura un figlio.

Le vicende dei vari personaggi si sviluppano tra continui colpi di scena e vengono sottolineate abilmente dai dialoghi dei personaggi, in un crescendo di umorismo e paradossi, tanto che alla fine, proprio quello che sembra il più stupido di tutti, riserverà una sorpresa al suo anziano genitore.

In definitiva, quella di ieri è stata una bella rappresentazione, e ha coronato una interessante Rassegna Teatrale che ha avvicinato ancora di più la gente di San Pancrazio Salentino in provincia di Brindisi e non solo, alla nobile arte del teatro. Un plauso va agli organizzatori e a tutti gli attori e autori delle commedie che per un mese ci hanno deliziato col loro impegno.

Per quanti non fossero stati in grado di assistere alla rappresentazione di ieri, ricordiamo che possono rifarsi stasera alle 19.30, al Cineteatro Ariston di San Pancrazio Salentino, in provincia di Brindisi.

Share on Facebook

Ultimo appuntamento con la Rassegna Teatrale 2009 a San Pancrazio

Stasera alle 20.30 si terrà il penultimo spettacolo della Rassegna Teatrale 2009 a San Pancrazio Salentino in provincia di Brindisi, con la commedia in vernacolo “Ci si fessa, statti a casa tua”, rappresentata stasera 28 e domani 29 Marzo 2009 in replica per gli ospiti di riguardo e gli abbonati, dalla Compagnia Teatrale “La Civetta” di San Pancrazio Salentino.

Si concluderà in tal modo una rassegna teatrale che ha avuto un grande successo di pubblico, proveniente anche da fuori San Pancrazio Salentino. Anche stasera è previsto il tutto esaurito, ed è anche per questo motivo, che a coloro che hanno acquistato l’abbonamento a tutte le serate della rassegna teatrale, nonchè ad una ristretta cerchia di autorità e imprenditori del luogo, verrà offerta la possibilità di assistere ad una replica speciale, domani 29 Marzo 2009.

Spero che vorrete partecipare numerosi all’appuntamento di stasera, e vi consiglio di arrivare con un certo anticipo, o troverete ad attendervi il cartello con su scritto “Tutto Esaurito”.

Share on Facebook

Timida Speranza del Lecce, possibile il salto di categoria per Bari e gallipoli

Un cordiale ben ritrovati nella rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com, dedicata al week-end calcistico del 21 e 22 marzo 2009.

Nella decima giornata di ritorno della massima serie, continua dal Massimino di Catania, nell’anticipo delle 18.00 di sabato, la caduta libera della Lazio. I bianco-celesti, dopo la debacle interna all’Olimpico di Roma col Chievo, rimediano la seconda sconfitta consecutiva con i rosso-azzurri siciliani per 1-0. Il goal partita veniva realizzato da Paolucci e la Lazio sbagliava un penalty con Pandev.

Alle 20.30 sempre di sabato, la Juve all’Olimpico di Roma, batte i giallo-rossi locali per 4-1, dopo una partita perfetta degli uomini di Ranieri. I piemontesi hanno interpretato ottimamente la gara mentalmente, fisicamente e tatticamente. I bianco-neri non hanno corso nessun rischio in difesa. L’unico break della retroguardia ospite si è avuto col goal del momentaneo pareggio romanista, avvenuto in mischia, di Loria dopo un calcio piazzato. La Juve ha messo in cassaforte il risultato con una doppietta di Iaquinta, un goal di testa di Melberg e con una prodezza balistica di Nedved. La Roma con questo passo falso può dire addio ai sogni di gloria, ossia può dimenticare la qualificazione in champions. Per la squadra capitolina in questa stagione c’è la magra consolazione di un possibile accesso in UEFA. Per la signora invece, continua la rincorsa all’Inter, nel tentativo di scucire il titolo iridato ai nero-azzurri.

A proposito dell‘Inter, nel pomeriggio di domenica al Meazza di Milano, non molla niente all’inseguitrice diretta e batte in goleada la Reggina. Le reti della capolista venivano messe a segno da Cambiasso nel primo tempo, e da una doppietta di Ibra. Lo svedese realizzava un goal per tempo con la prima realizzazione dal dischetto. Il goal di Cambiasso però, andava annullato per un netto off-side dello stesso calciatore nero azzurro.

Il Milan non va oltre il pari col Napoli; al San Paolo i partenopei recriminano per un goal regolare annullato.

Con questi verdetti dei campi, in testa alla classifica non cambia nulla. L’Inter è sempre in fuga a +7 dalla Juve e a +14 dai cugini del Milan.

Continuiamo la nostra rubrica sportiva su www.DomenicoZizzo.com trattando la coda alla classifica, dove per il Lecce è ancora bufera, con l’ennesima direzione di gara a danno dei salentini. In questa puntata della fiction “Sviste arbitrali ai danni dei salentini” il club salentino recrimina su due penalty netti, non fischiati dal signor Celi. Nella battaglia della decima di ritorno i giallo-rossi non vanno oltre il pari, per 2-2, nella sfida casalinga contro gli orobici dell’Atalanta. Questo match era annoverato alla vigilia come una delle battaglie da vincere, per poi vincere la guerra dei locali, ossia il taglio del traguardo della salvezza. Nel calcio però, si sa, le partite da vincere a tutti i costi, è meglio non perderle e alla fine ai pugliesi è andata bene così. Il pareggio, che sino a ieri poteva avere il sapore della sconfitta, per i salentini alla fine della gara ha significato aggancio al Toro e distanza accorciata dal Bologna. In sintesi, per i locali la salvezza è ora a -2. Infatti, tutte le dirette concorrenti, tranne il Chievo, vittorioso col Palermo, hanno perso. Il paziente Lecce non è ancora guarito. Le cure del nuovo medico De Canio non hanno ancora prodotto gli effetti desiderati. Il Lecce soffre ancora, a causa degli errori difensivi della propria retroguardia. I salentini non riescono proprio a scrollarsi di dosso l’assillo psicologico di dovere vincere a tutti i costi le sfide casalinghe e non giocano in tranquillità, sbagliando le cose basilari del calcio. Forse comunque è ancora troppo presto per potere vedere le migliorie apportate da mister De Canio, anche se il materano sembra avere dato una nuova impronta ai giallo-rossi. Sulla carta, sembra che il neo mister voglia far giocare ogni calciatore nel suo ruolo naturale; questa cosa purtroppo difficilmente succedeva con Beretta; con l’ex allenatore, infatti, spesso è volentieri i giocatori venivano impiegati fuori ruolo. Col mister milanese eravamo abituati a vedere la punta Papadopulos fare il terzino, il centrocampista Zanchetta fare il fantasista ecc. Se per Beretta, il cambio innaturale di ruolo dei suoi uomini, era stato nella sua avventura sulla panca del Siena, dove ad esempio il centrocampista Carcia faceva sempre il trequartista, il suo punto di forza, a Lecce, il suo non dare punti di riferimento agli avversari, è stato una debolezza e la causa del suo esonero. Il Lecce è ancora vittima di una sorta di voglia di strafare, di vincere a tutti i costi. Questo pensiero asfissiante è la causa di tutti i goal subiti. Tutte le segnature subite dai salentini, sono delle fotocopie. La difesa giallo-rossa, catapultata in avanti per passare in vantaggio, viene sempre infilata in contropiede. Lo stesso è accaduto con l’Atalanta.

Il match dei locali cominciava nel migliore dei modi, con il Lecce che sembrava poter gestire la situazione. Al primo affondo, i ragazzi di De Canio passavano. Al 10′ minuto, un ottimo fraseggio sull’asse Caserta – Castillo dava il vantaggio al Lecce, con Caserta che insaccava alle spalle di Consigli. L’Atalanta si faceva viva con un’azione personale di Valdes. Il cileno si beveva la difesa salentina e col sinistro, a Benussi battuto, colpiva la traversa. Sulla respinta, il portiere del Lecce salvava il risultato su Guarente. Il centrocampista bergamasco, dopo la deviazione dell’estremo locale, buttava alle ortiche una facile occasione, con la difesa salentina che liberava. Questo era il preludio al goal ospite. Al 29’ Padoin, servito da Floccari, ristabiliva la situazione di parità. Nella circostanza, la solita dormita della retroguardia giallo-rossa lasciava l’orobico solo dinanzi a Benussi, che nulla poteva sul bolide del centrocampista. L’Atalanta dopo il pari addormentava la prestazione dei locali e andava vicino al vantaggio con una girata di Floccari al 42’. La ripresa ricominciava con una conclusione di Caserta, da fuori area, che per poco non sorprendeva Consigli. Nella circostanza il portiere ospite si salvava in estremis. Al  50′ minuto l’Atalanta passava ancora con Padoin, ancora dopo una dormita della difesa locale. Al Lecce lo svantaggio subìto aveva l’effetto di una doccia fredda e per venti minuti i salentini non riuscivano a impenzierire gli ospiti. Al 70’, si riaccendeva il match, Ardito serviva in area Castillo smarcato. La punta locale veniva atterrato da Pellegrino, ma Celi non concedeva ai salentini un penalty netto. Il direttore di gara, non solo non dava il rigore ai giallo-rossi , ma allontenava anche il medico legale del Lecce, Palaia, senza alcuna evidente ragione. All’80′ minuto il Lecce andava vicino al pari con Papadopulos di testa, dopo un calcio piazzato di Caserta. Nella circostanza, il portiere ospite realizzava un miracolo sul greco. All’83′ minuto Papadopulos, in area orobica, veniva steso ancora da Pellegrini, dopo un lancio di Giacomazzi. Anche in tale circostanza il rigore era netto per tutti, ma non per Celi, che peccava di protagonismo allontanando dalla panchina pure De Canio. Senza il mister, il Lecce buttava il cuore oltre l’ostacolo, alla ricerca del meritato pareggio. All’85′ minuto Castillo, servito da Papavaigo, sparava alto sopra la traversa a porta vuota. Due minuti più tardi, Zanchetta, appena entrato, su punizione esaltava le doti di Consigli, che deviava la minaccia in corner. Al 90′ Caserta si procurava un penalty, per fallo di mano in area di Manfredini. Questa volta Celi, dopo una disastrosa direzione di gara, salvava il salvabile e concedeva il rigore ai locali. Dagli undici metri Caserta trasformava, spiazzando Consigli.

Il pari dei salentini vale un punto, ma ha il sapore di una vittoria. Infatti, grazie ai passi falsi casalinghi di Torino e Bologna, rispettivamente con Cagliari e Sampdoria, ora è a -2 dalla posizione salvezza, occupata dai felsinei, ed è al pari del Toro. Ora, il neo mister del Lecce ha 15 giorni per inculcare meglio ai suoi ragazzi i nuovi schemi. La sosta è dovuta per gli impegni della nazionale. Ai salentini serve un’iniezione di fiducia e di ottimismo e nella prossima sfida del 5 aprile, vi è una ghiotta occasione. Al Meazza ci sarà Milan-Lecce. In quella circostanza il Lecce dovrà tentare limpresa. La situazione precaria di classifica dei pugliesi, non permette ai salentini di guardare in faccia a nessuno; i giallo-rossi contro qualsiasi avversario devono tentare, sempre e comunque, la via del successo.

In B continua la fuga del Bari, con ormai un piede in A. Il Bari è a +6 dal Livorno. Se il Bari arriva a fine torneo primo, o nella peggiore delle ipotesi secondo, è promosso in A senza spareggi. Nel recente match il Bari ha battuto il Cittadella.

Il Gallipoli, battendo il Pescara per 4-1, in C1 è sempre in testa a +2 dal Crotone secondo. Gli ionici sono vicini all’impresa. La serie B è alle porte.

Anche per questa puntata della rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com è quanto, arrivederci al prossimo appuntamento.

Share on Facebook

Notte fonda per il Lecce, nulla di nuovo in cima alla classifica di A

Un cordiale ben trovati nella rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com, dedicata al week-end calcistico del 14 e 15 marzo 2009.

Nella giornata numero nove di ritorno della massima serie riprende, dal Sant’Elia di Cagliari nell’anticipo delle 18.00 di sabato, la rincorsa del Genoa dei miracoli verso la qualificazione in Champions league, dopo la battuta d’arresto del Marassi con l’Inter. A segnare il goal partita, al minuto 40′ della ripresa, ci ha pensato Olivera di testa. Con l’esito di questo match, salgono le quotazioni del Genoa in graduatoria e si ridimensionano gli obiettivi UEFA del Cagliari.

Alle 20.30, sempre di sabato, la Juve all’Olimpico batte il Bologna per 4-1. dopo essere stata in svantaggio per tutta la prima frazione. Dopo i primi 15 minuti della sfida di marca bianco-nera, intorno al 20′ il Bologna con Mutarelli passava. Per tutta la prima frazione, la Juve non riusciva a controbattare psicologicamente lo svantaggio subìto. Nella ripresa però, la musica cambiava totalmente. In campo si concretizzava, per la signora del calcio italiano, la consacrazione di Giovinco al calcio che conta. Il folletto ex Empoli prendeva per mano i compagni e con vari assist e un goal, spingeva la Juve verso il successo. Le reti venivano realizzate in successione da Salihamidzic di testa, da Giovinco con l’esterno e da Del Piero, autore di una doppietta. In campo in sintesi, si contrapponeva il futuro della Juve, ossia Giovinco e il passato, Del Piero ancora e più che mai sempre presente, nonostante le 35 candeline.

Nel posticipo delle 20.30 di domenica al Meazza di Milano, l’Inter si aggiudica il match contro la Fiorentina, battendo per 2-0 i viola, con il proverbiale cinismo dei suoi fuoriclasse. L’Inter si porta a casa l’intera posta in palio, col minimo sforzo. Match winner della sfida è stato Ibraimovic, con una doppietta. Il primo goal è arrivato al 10’ del primo tempo; in questo caso il goal era irregolare, perché causato da una carica al portiere da parte di Ibra. Il raddoppio avveniva al minuto 48′ della ripresa, su punizione. Per come è andato il match, i viola meritavano il pari con Mutu e Gilardino, spreconi in varie circostanze.

Il Milan ritorna dalla trasferta di Siena, corsaro. I rosso-neri espugnano la città del palio per 5-1. Il Milan andava in vantaggio con Pirlo su rigore al 20′ della prima frazione. Il raddoppio del diavolo lo realizzava Inzaghi allo scadere del primo tempo, in mischia. La ripresa si riapriva con una timida reazione del Siena, che lasciava poi il campo alla goleada rosso-nera, con la doppietta di Pato e il secondo goal, di Inzaghi. Il Siena riusciva a consolarsi solo con il goal della bandiera, ad opera di Maccarone che illudeva i suoi portando i toscani sul momentaneo 3-1.

Alla luce dei risultati, in testa alla classifica non cambia nulla. L’Inter è sempre in fuga a +7 dalla Juve e a +12 dai cugini del Milan.

Passiamo ora con la rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com a trattare la coda della classifica, e diciamo con rammarico che per il Lecce è notte fonda. In settimana il club salentino aveva esonerato Mario Beretta. La società di via Templari, per la guida tecnica di una ormai miracolosa e improbabile salvezza, ha scelto il materano Gigi De Canio. Ma come succede in una nota proprietà dell’addizione “cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia”, anche calcisticamente, e più particolarmente al Lecce, cambiando il mister in panca, il momentaccio dei salentini permane. (A questo punto siamo autorizzati a parlare di un vero e proprio complotto…. del destino…(?) – NdDomenico) Infatti, dal Barbera di Palermo i salentini tornano, in quanto a punti, a tasche vuote, con un risultato quasi tennistico, 5-2 a favore dei rosa-nero palermitani. La prospettiva dei salentini in graduatoria non è delle più rosee. Il cammino dei giallo-rossi da ora sino alla condanna della matematica è tutto in salita. A complicare più che mai, la già irta e tortuosa strada dei pugliesi, ci si è messo anche il Chievo abile a conquistare la capitale, sponda Lazio, per 3-0. Ora i salentini sono a –3 dal Bologna e a -4 dallo stesso Chievo. Insomma, non ha prodotto i risultati sperati, l’insediamento del mister De Canio. Vedere però delle migliorie col neo mister alla prima apparizione, era improbabile se non impossibile. Nella partita di Palermo, il neo mister salentino, più di ogni altra cosa doveva avere delle risposte psicologiche dai suoi nuovi calciatori. In parte i giallo-rossi in campo, specie nella prima frazione, hanno risposto positivamente al fattore psicologico. A nostro avviso il neo allenatore deve cercare di dotare i suoi di una dose di autostima e di una sorta di tranquillità mentale oltre che tecnica. Raggiungendo questi tre obbiettivi, non tarderanno ad arrivare anche i risultati sul campo. A contribuire al momentaccio salentino, però, ci sono sempre più le continue sviste degli arbitri (più o meno volontarie – NdDomenico). Anche nella sfida di Palermo, il signor Dondarini ha condizionato con le sue scelte l’esito della partita. Il direttore di gara del match ha concesso un penalty inesistente ai siciliani, negato ai salentini due rigori netti e non ha dato il secondo giallo, e la conseguente espulsione, a Liverani e a Kjaer. Per puro caso, queste disattenzioni del fischietto, designato da Collina, sono arrivate quando il match era ancora in bilico. Il match iniziava con 10 minuti di studio da parte delle due squadre. Il primo sussulto della sfida arrivava proprio dal fischetto del signor Dondarini, che si inventava un rigore a favore del Palermo, durante un regolare contrasto fra Vives e Cavani. Lo stesso Cavani trasformava il tiro dagli undici metri. Il Lecce, nonostante l’ingiusto svantaggio subito, non si scomponeva. La squadra salentina si catapultava in avanti con la forza della disperazione, e al minuto 17′ trovava il pareggio con Tiribocchi, che insaccava un pallone spizzicato di testa da Munari, dopo un errato disimpegno difensivo di Kjaer. Fondamentale nella marcatura dei salentini l’azione personale di Basta, corso in sussidio alle punte. Ma neanche il tempo di esultare, che il solito svarione difensivo giallo-rosso regalava a Simplicio il 2-1 al 19’ del primo tempo. La rete era dovuta a una dormita generale della difesa salentina, conpletata con l’ uscita a farfalle di Rosati, comunque vittima di una carica irregolare, dopo un traversone per niente irresistibile di Liverani. Ancora una volta, il Lecce non subiva la doccia fredda dello svantaggio subìto e con un’azione personale e caparbia del Tir andava sul 2-2 al minuto 34′, sempre della prima frazione. Al 41’, sempre del primo tempo, dopo un’azione corale dei salentini, Castillo solo in area di rigore siciliana veniva steso da Kjaer. Il rigore era netto, Kjaer andava ammonito per la seconda volta e quindi espulso; invece, Dondarini faceva proseguire e in contropiede, sulla medesima azione, il Palermo faceva 3-2 con Miccoli lasciato solo, dinanzi a Rosati.

La ripresa si riapriva con l’assalto del Lecce all’arma bianca. Al 3′ del secondo tempo, il Tir in rovesciata sfiorava il palo. Al minuto 7′, sempre della ripresa, Fabiano in una sortita offensiva veniva steso in area rosa-nera da Liverani. Anche in questo caso, il rigore era netto, e il capitano del Palermo andava ammonito per la seconda volta ed espulso per tutti, ma non per l’arbitro. Così, ancora una volta, a rigore non fischiato ha corrisposto immancabilmente il goal subito. Il Palermo segnava il 4-2 con un cross errato di Kjaer, che al posto di spegnersi sul fondo, si insaccava sotto il sette. Un minuto dopo, col Lecce ormai in bambola, i siciliani chiudevano il match sul 5-2 con Cavani in contropiede e soprattutto, in off-side. Il goal dei rosa-neri era da annullare, ma ancora una volta la terna convalidava. La sfida si chiudeva di fatto così, con il Lecce che non riusciva a trovare il terzo goal, andandoci vicino con Edinho e con Castillo. La barca salentina è in altomare, in piena tempesta, ma i suoi uomini non devono tirare i remi in barca. De Canio non deve essere come Karonte e quindi, non deve essere un semplice traghettatore verso l’inferno della serie B. Viceversa, il neo allenatore deve trasformarsi in un condottiero e deve spingere il natante giallo-rosso verso la conquista del porto della serie A. Alla fine della stagione mancano 10 partite. Le prossime 10 sfide, devono essere per il Lecce 10 battaglie. I giallo-rossi, in buona sostanza, devono vincere queste 10 battaglie, per vincere poi la guerra, ossia per festeggiare la salvezza. A nostro avviso, un importante trampolino di rilancio dei pugliesi è rappresentato dal match in casa di domenica prossima con gli orobici dell’Atalanta. In quella circostanza, il Lecce deve fare suoi i 3 punti, anche a costo che i suoi beniamini debbano lasciare la pelle in campo.

Dopo questa cronaca , la rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com passa a trattare la serie B, dove il Bari vince al San Nicola con l’Avellino per 3-0 e resta il primo in graduatoria, a +4 dal Livorno.

Anche per questo appuntamento è davvero tutto, e vi diamo appuntamento a lunedì prossimo. Un particolare saluto all’ormai abituale visitatore dell’angolo sportivo del sito, Ezio.

Share on Facebook

Ennesimo successo alla rassegna teatrale in vernacolo a San Pancrazio Salentino

Il secondo appuntamento con la Rassegna Teatrale 2009 organizzata dall’Associazione Culturale nonchè Compagnìa Teatrale “La Civetta” di San Pancrazio Salentino, ha visto ancora una volta il “Tutto Esaurito”, come recitava ieri sera, Sabato 14 Marzo 2009, il cartello posto all’entrata del Cineteatro “Ariston” di San Pancrazio Salentino, bissando così il successo di pubblico, anche proveniente da fuori paese, ottenuto la settimana scorsa.

Questa Rassegna Teatrale 2009 a San Pancrazio Salentino (Br) è stata fortemente voluta dagli organizzatori, in special modo dal presidente della Associazione Culturale “La Civetta” Antonio Celli, il quale ha espresso la speranza sua e dei suoi colleghi, che il teatro riacquisti importanza a San Pancrazio, dopo tanti anni in cui la gente non lo riteneva abbastanza stimolante. Il sottoscritto ovviamente è stato testimone dell’evento, e devo dire che il suo successo è stato ampiamente meritato, nonostante alcuni problemi come la mancanza del presentatore ufficiale della Compagnìa Teatrale “Mino di Maggio” di Torre Santa Susanna (Br), che ci ha deliziati tutti con la commedia teatrale “CUGGHI L’ACQUA QUANNU CHIOI”, che in dialetto nostrano suona come il più famoso motto latino “carpe diem” ovvero “cogli l’attimo”, commedia in tre atti adattata da Gianluca Cervellera.

La cosa che maggiormente mi ha colpito, è stata la presenza di sedie di legno di quelle pieghevoli, rese disponibili dall’organizzazione del Cineteatro “Ariston”, a quanti rischiassero di rimanere “alla tisa” (in piedi) ai bordi della sala, come comunque è accaduto per pochi sfortunati spettatori. Inutile dire che io invece ero tra i fortunati fruitori delle sedie. C’è da dire che questo piccolo disagio è stato causato dalla presenza numerosa di bambini, che avendo il diritto di entrare gratuitamente, hanno invaso la sala del Cineteatro “Ariston” di San Pancrazio Salentino.

Nonostante tutto però, alla fine lo spettacolo teatrale è stato molto accattivante, grazie alla perizia dei ragazzi della Compagnìa Teatrale “Mino di Maggio” di Torre Santa Susanna, alla loro capacità di coinvolgere e divertire il pubblico con le loro spassose battute, anche improvvisate. Insomma, un successo pienamente meritato, e che speriamo anche la prossima Compagnìa Teatrale, la “A. de Sanctis” di Brindisi, riuscirà a bissare, con la loro Commedia Brindisina in due atti di Rodolfo Scarano, “A LI TOI LA CANDILORA” (la Presentazione del Signore al tempio di Gerusalemme), che verrà rappresentata il prossimo Sabato 21 Marzo 2009, giorno di inizio di primavera e che speriamo porti loro fortuna.

Non resta che darvi quindi appuntamento per Sabato sera prossimo, alle 20.30 presso il Cineteatro “Ariston” di San Pancrazio Salentino (Br), per la terza serata della Rassegna Teatrale 2009, organizzata dall’Associazione Culturale “La Civetta”.

Share on Facebook

Tradurre una passione e un’occasione

Ho cominciato da un paio di settimane a tradurre in inglese un sito di vendita di prodotti tipici del Salento e della Puglia tutta. Mi occupo della traduzione in inglese degli articoli che appaiono ogni giorno, e ad un costo di 15 centesimi a riga, un prezzo competitivo, a quanto mi risulta.

Se qualcuno avesse bisogno di tradurre in inglese il proprio blog, io sono disponibile, per cui non esitate a contattarmi in proposito.

A presto…

Share on Facebook

L’ennesima Domenica da dimenticare per il Lecce

Un cordiale ben ritrovati nella rubrica sportiva di angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com, dedicata al week-end calcistico del 7 e 8 marzo 2009. Questo fine settimana sportivo è molto importante, perché arriva alla vigilia dell’impegno in Champion League di Inter, Juve e Roma rispettivamente contro Manchester, Chelsea e Arsenal. Per questo motivo Roma, Inter e Juve hanno anticipato a sabato i propri impegni di campionato.

Nella giornata numero otto di ritorno della massima serie, riprende dal Marassi di Genova, nell’anticipo delle 18 di sabato, la fuga solitaria dell’Inter verso la leadersheap definitiva. Sullo stesso palcoscenico della debacle nero-azzurra infrasettimanale di mercoled in coppa Italia, dove l’Inter aveva preso 3 schiaffi dai doriani di Cassano & company, i ragazzi di Mourinho con 2 goal, uno per tempo, archiviano la pratica Genoa. Con questa vittoria i nero-azzurri azzittiscono le critiche sollevate in settimana. Le reti sono state realizzate da Ibra al 5′ del primo tempo, con un pallonetto e da Balotelli, nella ripresa, in mischia.

Alle 16, sempre di sabato, la Roma all’Olimpico impatta con l’Udinese per 1-1 dopo essere stata in svantaggio per quasi tutto il match. Al goal di testa di Felipe rispondeva con una caparbia azione solitaria Vucinic.

Nell’anticipo delle 20,30 all’olimpico di Torino, la Juve si aggiudica il derby della mole, battendo per 1-0 i cugini del Toro. Match winner della sfida è stato Chiellini di testa, dopo un calcio piazzato.

Il Milan ritorna, dopo le ultime batoste, il diavolo che vuole il suo patron Berlusconi. Dopo la clamorosa eliminazione in UEFA col Werder Brema e dopo la sconfitta di Genova ad opera della Samp in campionato, domenica scorsa i rosso-neri vincono, e finalmente convincono, a San Siro con l’Atalanta, con un pesante 3-0. La vittoria dei milanisti ha la sola firma di super Pippo Inzaghi, autore di una tripletta.

Alla luce dei risultati, in testa alla classifica non cambia nulla. L’Inter è sempre in fuga a +7 dalla Juve e a +12 dai cugini del Milan.

Passiamo con la nostra rubrica sportiva in coda alla classifica, dove continua il momentaccio del Lecce, che nello spareggio salvezza con la Reggina, non va oltre il pari. La squadra salentina, per quel che concerne le gare dentro le proprie mura, sembra essere vittima di un incantesimo. Infatti i salentini non vincono in casa, ormai da troppo tempo (4 mesi), dalla storica vittoria col Cagliari. Se in trasferta il Lecce è almeno vivo, anche se poi alla fine dei match esce sconfitto, nelle gare casalinghe siamo alle solite. I giallo-rossi al Via del Mare scendono in campo senza stimoli, tesi oltre misura e impacciati. Dal punto di vista del gioco poi, i salentini sono in balia delle onde, con una sorta di continua vulnerabilità in difesa. Il Lecce in casa non è in grado di imporre le proprie trame. La senzazione che ha chi osserva il Lecce al Via del Mare, è uno scoramento oltre misura della squadra, come se i salentini siano già retrocessi da tempo. Eppure se si osserva la graduatoria il Lecce è distante dalla zona salvezza soltanto 1 punto e quando mancano ancora 11 partite è un margine recuperabilissimo. Il Lecce deve rialzarsi e deve tornare a combattere. La squadra salentina nelle ultime 5 partite ha subito 4 sconfitte oltre il pari odierno intascando 9 goal subiti e non realizzandone neanche uno. Quello che manca ai salentini sembra essere un po’ di serenità. La squadra pugliese dovrebbe andarsene, a nostro avviso, in ritiro, lontano dal clima ostile che si respira in città, dove i tifosi sono ormai in piena contestazione, e chiedono a gran voce le dimissioni o l’esonero dell’allenatore. Gli addetti ai lavori, oltre ai tifosi stessi, dicono che serve uno scossone. Per scossone in gerco calcistico si intende il cambio della guida tecnica e quindi il cambio di Beretta. A un possibile cambio di Beretta però non deve fare fede il match casalingo con la Reggina; per i calabresi, ultimi in classifica, la trasferta di Lecce era una sorta di ultima spiaggia e i granata hanno dato il massimo per non perdere la speranza della salvezza. Che al Via del Mare non fosse una partita semplice per i locali, lo si capiva dall’inizio arrembante dei reggini che sfioravano il goal, al 2′ della prima frazione di gara, con Sestu che esaltava le doti del numero uno locale Rosati, in campo al posto di Benussi, seduto in panca dopo le ultime papere. La Reggina sembrava padrona del campo e dieci minuti più tardi, un salvataggio sulla linea di Schiavi su tiro di Corradi negava la gioia del goal ai calabresi. Sino al 15′ del primo tempo, la Reggina continuava il suo sterile assedio con le conclusioni di Cozza e Brienza che finivano o fuori bersaglio, o miracolosamente neutralizzate da Rosati. Ma il Lecce non stava solo a guardare e in qualche occasione, specie sul finire di frazione, si presentava dalle parti del portiere ospite Puggioni, con Castillo che non riusciva a mettere il pallone nel sacco.

La ripresa riprendeva con la Reggina che buttava il cuore oltre l’ostacolo. I calabresi sbagliavano facili occasioni con Brienza, al 10′, e Cozza, al 15′, sempre della ripresa. In entrambe le occasioni il pallone finiva sopra la traversa, a Rosati battuto. Dal 20′ in poi, grazie anche alla spinta del neo entrato Basta, in campo c’era solo il Lecce. I salentini per 15 minuti sfioravano il goal in diverse circostanze. Al 21′, sempre del secondo tempo, Zanchetta su punizione chiamava Puggioni al miracolo e sulla respinta il Tir sparava a lato. Anche Basta, alcuni minuti dopo, ci provava da fuori area, ma il portierone granata deviava in corner. Al festival dei goal mancati dal Lecce partecipava anche Munari, con Puggioni sempre pronto a sventare l’insidia. Intorno al 40′ la Reggina rientrava di nuovo in partita, con un errore di Corradi a porta vuota. In questa occasione Corradi peccava di egoismo e preferiva il tiro al passaggio a Cozza super-smarcato, con Rosati ormai fuori causa. Il match si chiudeva con un goal regolare annullato a Caserta, per off-side, dopo un azione personale di Papadopulos. Al triplice fischio di Gava i tifosi salentini contestavano Beretta e chiedevano le dimissioni o l’esonero. Alla salvezza bisogna crederci, è ancora possibile, il Lecce è solo a –1; ora il Lecce deve provare a conquistare i 3 punti, domenica prossima in trasferta, all’ex Favorita di Palermo. Prima di quella sfida, la dirigenza deve però sciogliere il nodo della guida tecnica. Il presidente Semeraro deve decidere se continuare a fidarsi di Beretta o esonerarlo. I possibili sostituti di Beretta potrebbero essere: Papadopulo, De Canio, Cavasin.

Passiamo infine con la rubrica sportiva a trattare la serie B, nella quale il cinico Bari vince sul neutro di Modena per 3-1 col Sassuolo e ritrova la vetta della classifica, in solitudine col Livorno, a 2 lunghezze di distanza.

In prima divisione vi è stato un turno di riposo.

Per questo lunedì è tutto, vi diamo appuntamento alla settimana prossima con la rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com.

Share on Facebook

Ricaduta del Lecce, la salvezza è ancora possibile

Un cordiale ben trovati nella rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com, dedicata al week-end calcistico del 28 febbraio e 1 marzo 2009.

Nella settima di ritorno della massima serie, rallenta la fuga solitaria dell’Inter verso il titolo iridato. A San Siro, rocambolesco 3-3 fra Inter e Roma, nel posticipo di domenica. La Roma di Spalletti ha inflitto una lezione di calcio alla squadra lombarda, recriminando per un rigore inesistente concesso ai nero-azzurri. Alla squadra giallo-rossa sta stretto il pari, in quanto per tutta la gara è stata sempre in vantaggio, prima 2-0, poi 3-1. Alla fine, l’Inter tira un sospiro di sollievo, guadagnando1 punto, grazie a quel penalty inesistente e grazie al pari, poi, di Crespo.

Alle 18 di sabato, la Lazio all’ Olimpico, con due prodezze di Zarate da fuori area, agguanta 3 punti, battendo il Bologna.
Nell’anticipo delle 20,30 di sabato, all’olimpico di Torino la Juve assolve il suo compito facile facile, battendo per 1-0 il Napoli. Il risultato del campo è però bugiardo e il Napoli meritava almeno il pari. Il goal partita è arrivato ad opera di Marchisio, ma per questa segnatura è stata determinante la deviazione di un difensore partenopeo.
Il Milan è ormai in caduta libera. I rosso-neri, dopo la clamorosa eliminazione in UEFA col Werder Brema nel giovedì di coppa, grazie a una doppietta di Pizzarro, perdono al Marassi di Genova con la Sampdoria, per 2-1. Nella vittoria dei blu-cerchiati sono state determinanti le giocate di Cassano. Il prodigio di Bari vecchia, oltre ai tanti assist, ha segnato di testa nel primo tempo, e vista la sua bassa statura, la marcatura di testa, non è proprio la sua specialità. A porre la parola fine alla gara è stato il goal di Pazzini, nel secondo tempo. Il goal della bandiera e della speranza del pari rosso-nero è stato concretizzato dal solito Pato, con un colpo di testa.
Alla luce dei risultati in testas, la classifica cambia poco. L’Inter è sempre in fuga a +7 dalla Juve e a +12 dai cugini del Milan.

In coda alla classifica, il Lecce ritorna dallo stadio friuli di Udine con un pugno di mosche; ma i salentini di mister Beretta, per la mole di gioco creata, meritavano almeno il pari. Per quanto concerne il Lecce, siamo alle solite. Gli episodi sono sempre contrari ai pugliesi; ogni piccolo errore della retroguardia salentina ha un peso devastante, e infine le sviste degli arbitri, per puro caso, sono sempre favorevoli alle squadre che domenicalmente sono le avversarie del Lecce. Una parentesi circa le sviste arbitrali va aperta. La speranza è che i vari rigori netti e non concessi al Lecce siano solo frutto del caso, in buona fede; sulla carta non vi è ragione di pensare che esiste una congiura contro i pugliesi. Il match Udinese-Lecce cominciava nel migliore dei modi per i salentini. Dopo i primi 10 minuti di supremazia sterile dei Friulani, il Lecce sfiorava il goal in tre occasioni; all’11′ del primo tempo con un colpo di testa di Tiribocchi miracolosamente parato dall’ estremo friulano; al 13′, sempre della prima frazione, con Papadopulos, ancora di testa, con la sfera che finiva sopra la traversa; infine circa 5 minuti dopo, con un destro di Tiribocchi senza esito positivo. Il primo tempo scivolava senza sussulti, con la solita supremazia sterile, nel possesso di palla, dei friulani che nei primi 45 minuti tiravano solo una volta sul finire di frazione con Coda di testa, senza nessun impensierimento del portiere dei salentini Benussi. Il canovaccio della sfida, nel secondo tempo, si protraeva fino al 30′ sempre nello stesso modo. L’ Udinese faceva la partita, senza però impegnare più di tanto il portiere pugliese. Anzi al 29′ della ripresa, era proprio il Lecce a sfiorare il vantaggio con Papadopulos, dopo un corner battuto da Zanchetta, ma il greco era sfortunato e il suo colpo di testa veniva salvato sulla linea da Felipe, a portiere friulano battuto. A goal sbagliato corrisponde goal subito. Il Lecce, dopo l’occasione creata e dopo un miracolo di Benussi su Floro Flores a tu per tu, andava in svantaggio al 32′ (sempre della ripresa). Il goal dei bianco-neri era siglato da Dagostino direttamente su calcio di punizione. Il vantaggio dei locali era causato da 2 errori difensivi dei salentini nella stessa azione. Il primo errore della retroguardia leccese era dovuto a Esposito, che regalava letteralmente il pallone agli avanti udinesi, invece di scalciare lontano dall’area di rigore la patata bollente. Da qui nasceva il calcio di punizione a favore dei friulani. Il difensore salentino Esposito, ormai superato colpiva fallosamente Sanches che guadagnava così la punizione. Il secondo errore era di Benussi, che prendeva il goal sul proprio palo sbagliando i tempi del suo intervento a seguito del calcio piazzato di Dagostino. Dopo la rete dei locali, il carattere, la determinazione, la grinta del Lecce si sgretolavano e ai salentini saltavano i nervi. Ariatti veniva così espulso per un pestone ai danni di Sanchez, a 5 minuti dalla fine. Dopo alcuni di minuti di follia il Lecce, in 10, trovava la forza di provare a pareggiare. Al 90′ il Lecce, con la forza della disperazione, si incuneava in area di rigore udinese, con Papawaigo che, scavalcato Felipe, era solo a tu per tu col portiere friulano, ma nel momento che il senegalese prendeva la mira, Felipe lo stendeva fallosamente. Il rigore era netto ma il direttore di gara lasciava proseguire e nel ribaltamento di fronte l’Udinese ingiustamente raddoppiava con Pasquale.

Ancora una volta, siamo alle solite. Al Lecce non si può rimproverare niente, se non quei due errori difensivi nel giro di due minuti. La fortuna ha voltato le spalle, ancora una volta, ai giallo-rossi. Domenica al via del mare arriva la Reggina. Per i salentini da ora in avanti è vietato sbagliare. I pugliesi sono ora sempre più nei guai in graduatoria ma per fortuna il campionato ha in sè altre 12 finali da disputare. La prima finale da vincere è lo scontro salvezza con i calabresi. I due punti in meno rispetto la zona salvezza non sono poi così distanti, se il Lecce gioca come nella sfida del Friuli di Udine, senza però sbagliare più in difesa. Per la sfida con la Reggina speriamo che il via del mare sia una bolgia infernale, piena di 35000 tifosi salentini, perché la salvezza del Salento è una missione ancora possibile. Nella realizzazione del sogno chiamato permanenza in serie A, il Lecce ha bisogno del suo pubblico, ossia ha bisogno del dodicesimo uomo in campo.

In B il Bari vince a Mantova 2-0 e ritrova la vetta della classifica, in condominio col Livorno.
In prima divisione il Gallipoli impatta per 2-2 col Foggia in casa, e rimane in testa alla classifica a +3 dalle inseguitrici.

Anche per questo appuntamento con la rubrica sportiva di Angelo Scazzi su www.DomenicoZizzo.com è tutto, e vi diamo appuntamento a lunedì prossimo.   

Share on Facebook