OH-HO-HO BUON NATALE 2008

Un buon Natale e tutti i visitatori del blog di Domenico Zizzo, fra breve festeggeremo il primo anno di attività, e speriamo di poter festeggiare raggiungendo la cifra di 6000 visitatori e 35000 click.

Non sarà una impresa facile, ma cercherò di invogliare la gente a visitarci.

Rinnovo ancora i miei auguri di Buon Natale a tutti voi, e che il nuovo anno possa donarvi un po’ di felicità.

Altro racconto di fantascienza

Ho appena finito di scrivere un nuovo racconto di fantascienza, che ha come protagonisti gli alieni. In esso, racconto la visita di un'astronave aliena sul nostro pianeta, che giungerà la vigilia di Natale di quest'anno (tenetevi pronti ad ogni evenienza) sul territorio pugliese. Avevo in programma di terminare il racconto proprio per Natale, e infatti oggi ho finito e ho pubblicato online, per cui correte numerosi a leggere questo mio nuovo racconto di fantascienza, e non lesinate giudizi, siano essi positivi (spero la maggior parte) che negativi (vi prego solo di non essere troppo cattivi).

Ricordo di un’estate lontana

Di più di quindici anni fa, ormai, è il mio più bel ricordo.
In tutto questo tempo esso si affaccia alla mente nei momenti di più cupo sconforto.
Fu il giorno di una lontana estate, in cui per la prima volta conobbi l’autentico amore, racchiuso negli occhi di una fanciulla d’azzurro vestita.

Un radioso sole agostino, come per meglio mostrarmelo, illuminava il suo amabile viso, sul quale si affacciò un dolce sorriso. Solo per me, lei sorrise. Rimasi esterefatto, quasi incredulo che potesse esistere una simile creatura, e che mi mostrava tutta la sua purezza. Quel ricordo è sempre con me, nonostante tutto il tempo trascorso finora esso è ancora vivido e presente nel mio cuore.
Il tutto durò un solo istante, ma quello sguardo e quel sorriso me li ricordo ancora. E so che continuerà anche se passeranno altri quindici o un milione di altre estati.

La bellezza di quel sorriso e di quello sguardo è rimasta tale e quale allora; il tempo su di essi non ha lasciato alcuna traccia del suo passaggio, lasciandoli intatti: lui sa che sarebbe un oltraggio. E ogni volta che li incrocio, mi pare di tornare a quel magico istante, di nuovo a quel giorno di un’estate della mia giovinezza ormai lontana.